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PSICOLOGIA

di Rosanna Martin, psicologa AOU Meyer

Buongiorno.
mio figlio ha otto anni ed è molto curioso, pertanto un paio di volte mi ha chiesto come nascono i bambini, o meglio come fanno ad uscire dalla pancia e cosa fa capire a una donna di essere incinta (del resto, anche se allora non aveva neanche quattro anni, si ricorda di quando aspettavo la sua sorellina). Pertanto mi farebbe molto piacere che parlaste di quando è l'età giusta per affrontare con i bambini l'argomento di come avviene la riproduzione; e in che modo affrontare l'argomento. E magari poi anche come parlare di sessualità agli adolescenti, so che può sembrare prematuro ma i figli crescono in fretta!
Grazie e cordiali saluti,
Barbara

Alla domanda posta da questa mamma, risponde Rosanna Martin, psicologa del servizio di psicologia ospedaliera dell’Ospedale pediatrico Meyer.

Buongiorno Barbara, la sua domanda mi permette di parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: la spontaneità nella relazione e l'ascolto. Non credo ci siano regole precise per comprendere quale sia l'età giusta per parlare di alcuni argomenti ai propri figli, se non quella del buon senso che chiaramente esclude l'affrontare argomenti complessi o angosciosi con bambini piccoli che possiedono competenze cognitive limitate e non permetterebbero loro di elaborare l'informazione nel modo corretto. Credo ci sia il dovere dei genitori di ascoltare il desiderio di sapere dei propri figli, del bisogno di sapere. Parlerei di bisogno, proprio perchè credo che alcune informazioni e chiarificazioni e anche la modalità di risposta del genitore, crei un "magico" passaggio nel legame famigliare, come se nel dialogo schietto e spontaneo, il bambino si sentisse più vicino al genitore e "innalzato" ad un ruolo meno infantile. Parlare a suo figlio che chiede di sapere come è nata la sorellina e forse se potrà nascerne un'altra, lo aiuterà innanzitutto a prevedere un'altra "catastrofe" (dal suo punto di vista), dall'altro di sentirsi più grande. Le informazioni aiutano, sempre, chiariscono, sempre. I bambini solitamente, ma non solo i bambini, tendono a darsi una risposta ai propri interrogativi e noi osserviamo che molte volte le loro risposte sono sicuramente fantasiose ma anche tendenzialmente peggiori o più complesse, rispetto alla realtà. Parlare della sessualità ad un'adolescente, come e quando dipende da quell'adolescente e da quanto lo conosciamo. Anche il genitore non deve aver paura di chiedere "ti va di parlare un po’ di... ?", se quel ragazzo è pronto, con qualche difficoltà o facendo finta che non lo interessi, dirà "ok", oppure "no", a quel punto sappiamo che l'argomento è prematuro oppure gli/le crea molto imbarazzo. Credo che creare fin da piccoli un ambiente facilitante la comunicazione sia essenziale, un'ambiente famigliare all'interno del quale il bambino sa che se farà una domanda avrà una risposta e l'argomento non creerà imbarazzo e silenzio, ma troverà adulti che si fermano e chiedono: " dimmi cosa vuoi sapere, cosa ne pensi tu? Quale è la tua idea?", questo credo sia l'ambiente più idoneo per far crescere un bambino emotivamente libero e curioso.