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Informazioni per i genitori

Come funziona il sistema urinario

Il sistema urinario è costituito da due reni, due ureteri, la vescica e l’uretra. I reni filtrano il sangue dalle impurità dell’organismo e formano l’urina. L’urina si accumula nella pelvi renale dalla quale scende attraverso gli ureteri in vescica. Gli ureteri si connettono alla vescica con un lembo che funziona da valvola per impedire il reflusso di urina verso i reni. Esiste inoltre uno sfintere tra la vescica e l’uretra che permette la continenza. Quando si urina il muscolo della vescica si contrae per spingere l’urina fuori dall’uretra.


1. anatomia dell’apparato urinario e anatomia del rene

Che cos’è la stenosi del giunto pielo-ureterale

È il restringimento dell’uretere in un tratto che si chiama giunto pielo-ureterale e che si trova subito sotto la pelvi renale. Le cause della stenosi, solitamente congenita, possono essere legate a un’anomalia della giunzione stessa (restringimento) o alla presenza di un vaso sanguigno che schiaccia il tratto superiore dell'uretere.
L’ostruzione impedisce così il normale passaggio di urina dal rene alla vescica e il rene, alla lunga, potrebbe essere danneggiato da questa condizione. In alcuni casi la stenosi del giunto può esordire con infezioni urinarie o, più raramente, con sintomatologia dolorosa.

               
2. diverse tipologie di stenosi ureterali        3. stenosi del giunto pielo-ureterale

Prima dell’intervento

Il chirurgo, dopo aver visitato il bambino, può prescrivere alcuni esami per completare la diagnosi (ecografia addominale, cistografia, scintigrafia); questi esami vengono solitamente eseguiti in un'unica giornata, in regime di day hospital, programmata dal chirurgo di riferimento.
Non appena disponibili i risultati verrà discusso con voi il programma di cura più adatto a vostro figlio. Se vi è indicazione all'intervento, verrete contattati dal Cup del Meyer per fissare una visita anestesiologica, in occasione della quale avrete un colloquio con l’anestesista e verranno fatti gli esami ematici pre-intervento a vostro figlio.
Successivamente il Cup vi ricontatterà per comunicarvi il giorno (e il reparto) del ricovero che, solitamente, corrisponde al giorno prima dell’intervento.
La sera prima dell’intervento il bambino potrà seguire una dieta leggera, assumere cibi solidi fino a mezzanotte e liquidi chiari (acqua, tè, camomilla) fino alle 6:00 della mattina dopo. Il giorno del ricovero dovrà fare la doccia e una buona pulizia intestinale. Con il chirurgo e l’infermiere di reparto verrà segnato il lato operatorio con un disegno a piacere del bambino.

Se la diagnosi di stenosi del giunto è molto precoce (età prenatale o neonatale), o se è necessario attendere prima d’intervenire, e il rene mostra segni di sofferenza, potrebbe essere necessario assicurare un drenaggio di urina temporaneo. Le soluzioni sono uno stent interno, che connette il rene alla vescica, oppure un drenaggio esterno al rene (nefrostomia percutanea). Quest'ultima consiste in un tubicino per drenare l'urina connesso a un sacchetto e posizionato sul fianco. Qualora si dovesse optare per questa seconda soluzione, verrete seguiti periodicamente dal personale medico e infermieristico che controllerà il corretto funzionamento della nefrostomia ed eseguirà la medicazione.

Che cos’è la pieloplastica e come si fa

Sulla stenosi del giunto pielo-ureterale si interviene con la pieloplastica, un intervento chirurgico che si svolge in anestesia generale.
In base alle caratteristiche di vostro figlio e della sua patologia sceglieremo quale tecnica utilizzare tra le varie possibili.
La tecnica mini-invasiva - sia robotica, sia videolaparoscopica - prevede l’esecuzione dell’intervento con piccoli strumenti introdotti attraverso dei buchini praticati sull'addome del bambino. La tecnica open prevede invece una piccola incisione sul fianco. In entrambi i casi si asporta il tratto stenotico e si riattacca l’uretere alla pelvi renale dopo avervi inserito uno stent - chiamato pigtail - che lasceremo lì per 30/40 giorni, con lo scopo di far guarire la ferita interna. Lo stent ureterale verrà poi tolto in regime day hospital.
Dopo l'intervento il paziente tornerà in reparto e, non appena si sarà svegliato dall'anestesia, potrà ricominciare a bere e a mangiare. Il dolore verrà controllato con il protocollo antalgico inviato dall'anestesista che prevede la somministrazioni di farmaci per il dolore a orari regolari fino alla dimissione. Già il giorno dopo l’intervento vostro figlio potrà alzarsi.

       
4. nefrostomia percutanea               5. tecnica open: incisione sul fianco


6. tecnica chirurgica di pieloplastica secondo Anderson-Hynes

Dimissione

Se le condizioni cliniche del bambino lo consentono, verrà dimesso in tre/quattro giorni. Verranno prima medicate le ferite addominali e sarà fissato un appuntamento per la rimozione dello stent. La presenza dello stent potrebbe causare sintomi irritativi urinari e sangue nelle urine: stimolate vostro figlio a bere e a urinare ogni due ore, anche in assenza di necessità, così da non raggiungere mai un eccessivo riempimento della vescica. Attenetevi alla prescrizione dei medicinali dati in dimissione e non fategli assumere altri farmaci senza prima chiedere al medico. A casa si raccomandano: riposo, dieta libera, niente doccia per una settimana, rientro a scuola dopo circa otto giorni dalla dimissione, niente sport fino alla rimozione dello stent. Passata una settimana dalla dimissione tornerete in reparto con appuntamento? per la medicazione delle ferite addominali. Se a casa le ferite si dovessero staccare o sporcare medicatele con iodopovidone, una soluzione cutanea al 10% di iodio, e riapplicate la medicazione pronta. Generalmente, dopo circa due mesi dalla rimozione dello stent ureterale, il vostro medico di libera scelta prescriverà gli esami di controllo.

Ci sono dei rischi?

Esiste un rischio infettivo, specifico per tutti i pazienti che si sottopongono a intervento chirurgico: per questo motivo a vostro figlio verrà somministrata la terapia antibiotica per la prevenzione delle infezioni; un minimo rischio è rappresentato anche dalla procedura anestesiologica, ma l'anestesista che addormenterà il vostro bambino è un operatore esperto in grado di prevenire e trattare ogni complicanza. Il rischio di fistola urinosa viene contrastato dal posizionamento dello stent all'interno e, a volte, di un drenaggio.
La tecnica open prevede un trascurabile rischio di sanguinamento durante e dopo l'intervento.

Quando ricontattare l'ospedale

Vi consigliamo di ricontattare l’ospedale qualora abbiate dubbi sulla salute di vostro figlio e in particolare se:

  • vostro figlio lamenta un dolore incontrollabile;
  • ha segni di infiammazione intorno alle ferite addominali o gli viene la febbre alta;
  • c’è tanto sangue nelle urine;
  • lo stent ureterale fuoriesce.

Lo staff dell’urologia resta sempre a disposizione per qualsiasi vostra domanda o necessità di chiarimento.

Testo redatto a cura di:

Lorenzo Masieri, medico, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiara Cini, medico
Donata Dini, infermiere, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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Responsabile contenuti: Antonio Elia