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PSICOLOGIA

di Francesca Maffei, responsabile Psicologia ospedaliera del Meyer

Perché giocare è importante? Molti psicologi e pedagogisti hanno approfondito questa tematica ed è ormai conoscenza condivisa e assodata che il gioco ha un ruolo molto importante nello sviluppo psicomotorio dell’individuo. A partire da pochi mesi di vita il bambino, attraverso l’esperienza ludica, acquisisce progressivamente schemi senso-motori, funzioni cognitive, la consapevolezza di sé come soggetto separato e non più fuso simbioticamente con l’altro, ed esprime il suo mondo interno fatto di emozioni pensieri e fantasie.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, per mezzo del gioco il bambino si relaziona al suo mondo interno e a quello esterno, l’attività ludica è creativa e può essere paragonata all’espressione artistica che, come ogni forma d’arte, stabilisce un ponte tra sé e il mondo esterno, che media il rapporto tra emozioni e intelletto. Attraverso forme espressive come il gioco, il disegno, la narrazione s’instaura un dialogo che porta a una profonda comunicazione di sé e trasformazione dei processi emotivi e cognitivi.

L’attività ludica ha una potenzialità trasformativa, per questo motivo il gioco viene utilizzato in molti approcci psicoterapeutici. Attraverso il gioco il bambino comunica come sta vivendo la relazione con l’altro nel qui e ora, esprime emozioni rimosse, conflitti, sogni e il processo creativo veicola il cambiamento. Attraverso l’attività ludica infatti si mobilitano tutte le funzioni, sensoriali emotive e razionali che consentono di superare i blocchi emotivi, i meccanismi difensivi e di colmare le fratture esistenti tra pensieri ed emozioni.