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PAROLA DI ESPERTO

di Maria Vittoria Giannotti, ufficio stampa AOU Meyer

“Dottore, mio figlio è il più basso della classe!”. È questa una delle constatazioni che, con maggiore frequenza, spinge i genitori a chiedere il consulto di un pediatra o dello specialista. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, le preoccupazioni di mamma e papà si rivelano infondate: il più delle volte basta avere un po’ di pazienza per vedere il proprio figlio raggiungere le “vette” degli amichetti e dei compagni di scuola. L’altezza, insomma, non deve diventare un’ossessione. Al tempo stesso, la questione non deve essere sottovalutata.

“È importantissimo – spiega Stefano Stagi, endocrinologo del Meyer – che bambini e adolescenti vengano sottoposti a regolari controlli dal pediatra per verificare la regolarità della crescita”. “Non dobbiamo dimenticare che la crescita è il parametro più importante per valutare lo stato di salute di un bambino”. Quindi, se questa si arresta, esso può rappresentare un campanello di attenzione, a volte anche molto precoce, anticipando anche di mesi la comparsa clinica del problema. In questo caso, può essere opportuno effettuare degli approfondimenti. “Quindi, una crescita ponderale o staturale, prima regolare, che si interrompe – prosegue Stagi – può essere il segnale di una malattia e non deve essere sottovalutata, ma seguita nel tempo o indagata. In questo caso, spesso è lo specialista che deve valutare il paziente”. Non bisogna dimenticare che, soprattutto in determinate fasi dell’età evolutiva, vi possono essere anche dei rallentamenti fisiologici, come il lattante che si porta verso il proprio canale di crescita oppure il bambino che presenta un ritardo di maturazione puberale.

Ma dobbiamo anche tenere di conto che uno sviluppo anticipato o accelerato potrebbe incidere sulla prognosi staturale. Quindi appare importante misurare periodicamente anche gli adolescenti. Fino a che età crescono i ragazzi? Su questo aspetto, molto incide anche il genere: una bambina, di solito, fino a due anni dopo il menarca, cioè il primo ciclo mestruale, mentre per i ragazzi dipende dall’inizio dello sviluppo puberale ed è molto variabile.
Infine, mai cedere alle lusinghe dei falsi miti: non è vero che alcuni sport aiutano a crescere. “Anzi iscrivere il proprio figlio, magari non troppo alto, a pallavolo o basket – sostiene Stagi – non lo aiuterà a recuperare centimetri ma potrebbe farlo sentire inadeguato rispetto ai suoi compagni, anche se l’importante è fare lo sport che piace e seguire i valori che insegna”.