Contenuto principale

Messaggio di avviso

INFORMATIVA: Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy".
Acconsenti all'uso dei cookie?

BUONO A SAPERSI

di Enrico Lombardi, responsabile della Broncopneumologia del Meyer

L’inquinamento fa male. Soprattutto ai più piccoli. Il pericolo maggiore arriva dalle polveri sottili e ultrasottili che, oltre a essere inalate e causare danni all’apparato respiratorio, possono anche danneggiare l’apparato cardiocircolatorio. “I bambini – spiega Enrico Lombardi, responsabile della Broncopneumologia dell’ospedale pediatrico Meyer – sono fisiologicamente più esposti all’azione nociva delle sostanze inquinanti. Hanno un metabolismo più veloce rispetto a quello degli adulti e maggiore è anche la frequenza respiratoria”. Un altro fattore di rischio è dato dall’altezza, ridotta: praticamente i nostri figli camminano all’altezza dei tubi di scappamento delle automobili.
Diversi studi hanno ormai dimostrato che l’esposizione agli inquinanti atmosferici in genere, e alle polveri sottili in particolare, determina un aumento di bronchiti, polmoniti e attacchi di broncospasmo, con aumento degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. “Gli inquinanti atmosferici – continua Lombardi - causano danni a lungo termine particolarmente rilevanti in età pediatrica, determinando addirittura una riduzione della crescita della funzionalità polmonare”.

Ecco qualche suggerimento del nostro specialista per salvaguardare i piccoli dai danni provocati dallo smog.

Evitare le strade trafficate. Meglio stare lontani dalle strade particolarmente trafficate, specialmente nelle giornate con alta pressione e scarsa ventilazione, perché le polveri e le sostanze inquinanti si accumulano. Per le passeggiate, quindi, meglio scegliere percorsi alternativi, possibilmente nel verde. Utilizzare le comuni mascherine non serve, dato che non riescono a filtrare le polveri sottili.

In casa nelle ore di punta nei periodi a rischio. I momenti dell’anno più pericolosi sono le giornate invernali con alta pressione e assenza di vento e le calde giornate estive, in cui è preferibile non uscire nelle ore di punta per evitare l’esposizione all’ozono e ad altri inquinanti. Nei giorni in cui la concentrazione di polveri inquinanti raggiunge livelli di allerta, è più prudente limitare l’intensa attività fisica all’aria aperta.

Meglio le finestre chiuse. Tra le abitazioni più esposte agli effetti dell’inquinamento, ci sono senz’altro quelle ai piani bassi: meglio quindi non aprire le finestre che affacciano su strade trafficate. Per cambiare l’aria, meglio utilizzare le finestre sui cortili interni e aprirle nelle ore in cui gli inquinanti calano.

Niente fumo: peggiora la situazione. Se l’inquinamento può far male ai bambini, il fumo passivo è uno dei nemici più insidiosi per la salute dei piccoli. Vietatissimo, quindi, fumare in presenza di minori, ma attenti anche al fumo di “terza mano”, cioè quello che si deposita sui vestiti e che può essere inalato dal bambino anche dopo che il genitore ha spento la sigaretta. Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato che inquinamento e fumo di sigaretta costituiscono una miscela particolarmente dannosa.

L’inquinamento è anche dentro casa. L’inquinamento non è solo quello che arriva dai tubi di scappamento delle automobili. Anche in casa occorre fare attenzione: le sostanze inquinanti sono presenti anche tra le pareti domestiche. In particolare è meglio evitare di accendere candele e incensi, è buona norma utilizzare l’aspiratore quando si cucina ed è meglio evitare un’eccessiva esposizione ai detersivi e ai deodoranti ambientali.