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CURIOSITÀ


A colloquio con l’esperto: il prof. Maurizio de Martino

L'aerosol sembra essere un'abitudine, tutta italiana, per dare risposta ai malanni di stagione di tanti bambini. E’ quanto sostengono i maggiori esperti anche di pediatria. L’apparecchio che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha utilizzato, risale a una moda nata negli anni '70 e il suo impiego non sempre è appropriato. Per saperne di più abbiamo posto alcune domande al Maurizio de Martino, professore ordinario di Pediatria e Direttore del Meyer Health Campus.

Professor de Martino parliamo di aerosol?
Già il fatto che sia un'abitudine italiana non condivisa nel resto del mondo dovrebbe farci pensare. Credo che non ci sia casa italiana senza un apparecchio per aerosol, apparecchio che viene utilizzato spesso inutilmente, talora anche dannosamente, altrettanto spesso utilizzato per iniziativa dei genitori senza il parere del pediatra. I pediatri aggiornati consigliano lo spray con distanziatore. Nell'asma l'acqua dispersa nell'aria può far peggiorare il quadro ostruttivo (la nebbia è asmogena). Nella laringite ipoglottica è del tutto ininfluente (un tempo si torturavano, inutilmente, i bambini con laringite ipoglottica con i suffumigi o tenendoli nel bagno saturo di vapor acqueo ottenuto tenendo la doccia aperta con l'acqua calda). Nelle bronchiti non serve a nulla ed anzi diverse molecole "mucolitiche" scindono le molecole del muco ma scindono anche gli anticorpi IgA che difendono le vie aeree.

Perché l'aerosol non funziona per raffreddore, tosse, affezioni alle alte vie respiratorie?
E per quale motivo razionale dovrebbe funzionare? Sono condizioni virali che si risolvono solo grazie alle nostre difese immunitarie. Nella sinusite l'utilizzo è inutile perché la sostanza non arriva mai dal naso ai seni paranasali, essendo gli "osti"- cioè i passaggi fra naso e seni paranasali - chiusi da muco ed edema. Anche gli antibiotici per aerosol non devono essere utilizzati, salvo casi particolarissimi di bambini con situazioni speciali di fibrosi cistica.

Ci sono alternative all’aerosol più valide?
Certamente. Per la rinite allergica (per esempio, la pollinosi primaverile) funzionano bene gli spray con cortisone, ovviamente sotto prescrizione del pediatra. L'asma si cura modernamente con il broncodilatatore (beta-2-agonisti) per spray con distanziatore. Se la crisi bronco-ostruttiva è grave si aggiunge il cortisone, ma per bocca. In corso di attacco acuto il cortisone per aerosol non serve a nulla. Nemmeno nella bronchiolite beta-2-agonisti e steroidi per aerosol servono a qualcosa. Per la profilassi a lungo termine dell'asma si utilizzano farmaci appositi somministrati per spray con distanziatore o, nel bambino più grande, con erogatori di polvere. Con lo spray e l'erogatore si ottiene un ottimo risultato in pochi secondi. Con l'aerosol il bambino deve essere costretto per venti minuti arrivando a risultati per lo meno dubbi. Ma il consiglio principale è quello di rivolgersi sempre al pediatra, no al fai da te.