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RICERCA E DATI

di Kathleen McGreevy, Ufficio relazioni internazionali AOU Meyer

La stampa 3D è di grande aiuto per la cura dei bambini. Infatti, grazie a questa tecnologia è possibile realizzare dispositivi su misura per i piccoli pazienti nel loro sviluppo di crescita. Pensiamo soltanto alle applicazioni che la stampante 3D ha nel laboratorio congiunto T3Ddy, costituito di recente tra il Meyer e il Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università degli studi di Firenze.

Questa nuova tecnologia viene utilizzata per rispondere a esigenze nate dal letto del paziente, come la realizzazione di gessi personalizzati per gli arti, creati con materiali più leggeri, lavabili e traspiranti; lo sviluppo di nuovi dispositivi medici per il trattamento del petto escavato; la ricostruzione di parti anatomiche fondamentali per la pianificazione e l’esecuzione di interventi complessi nella neurochirurgia. La stampa 3D può essere impiegata nella preparazione di strutture personalizzate esterne e interne al corpo come protesi articolari, ortesi, stent, segmenti per la riparazione del cranio e sostituzioni dentali. Inoltre è possibile realizzare modelli tridimensionali non solo per educare i pazienti e le famiglie sulle malattie e i corsi di trattamento, ma anche per guidare i medici nella diagnosi e l’intervento, tramite la creazione di modelli fisici tridimensionali di studio per la pianificazione di interventi chirurgici complessi. Le nuove frontiere della stampa 3D si applicano anche alla stampa di tessuto funzionale e persino di organi.

Ma c’è di più, la stampa 3D può essere importante per il gioco educativo. Essendo una tecnologia con un forte impatto visivo, riesce a stimolare la fantasia del pubblico, in particolare dei bambini. Questo permette di suscitare interesse nella scienza e nella tecnologia, di comunicare le attività di ricerca e innovazione in cui l’ospedale è coinvolto e di favorire la comunicazione con le famiglie per trasmettere consapevolezza nella gestione della propria salute. In questo senso il Meyer sta sviluppando anche un impiego educativo e ludico della stampa 3D grazie al carrello della maker therapy: ispirandosi a progetti analoghi promossi da ospedali pediatrici di altri Paesi, quest’azione unisce la scienza, l’arte e il gioco per stimolare i pazienti, ispirare la prossima generazione di scienziati e inventori e fornire uno spazio creativo di divertimento e distrazione dalla permanenza in ospedale.