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PAROLA DI ESPERTO

Disegno di neonato che fa il bagno in una vaschetta accudito dalla mamma
di Silvia Boretti, infermiera coordinatrice della Terapia intensiva neonatale AOU Meyer

La scoperta dell’acqua, la mano della mamma, o del papà, che accompagna il suo piccolo e lo contiene: quello del bagnetto è senza dubbio uno dei momenti più intimi nella relazione tra genitori e neonato. Silvia Boretti, infermiera coordinatrice della Terapia intensiva neonatale del Meyer, grazie alla sua lunga esperienza con i piccolissimi, ci guida alla scoperta di uno dei riti più amati.

A quanti giorni o settimane si può fare il primo bagnetto?
Se il piccolo è nato a termine, si può fare il bagnetto dal primo giorno di vita, se invece si tratta di un bambino nato prematuro è meglio iniziare gradatamente, con delle spugnature.

Con quale frequenza occorre farlo?
Non c’è una regola valida per tutti: una volta al giorno, oppure due, ma anche una volta alla settimana. L’importante è che sia un momento piacevole per il piccolo e per i grandi che si prendono cura di lui. Se non c’è la voglia o il tempo per farlo, meglio rimandare.

Quale è il momento della giornata più indicato?
Il momento migliore è la sera, perché ha un effetto di rilassamento e aiuta il bambino a prendere sonno, accompagnandolo dolcemente verso la notte.

Quali sono i detergenti da utilizzare?
Meglio utilizzare solo l’acqua soprattutto nei primi giorni di vita. E comunque è sempre meglio usare prodotti naturali. Noi consigliamo l’olio di mandorle dolci, per un piacevole massaggio appena usciti dall’acqua, se il neonato ha la cute integra.

Quali sono le accortezze da seguire per far diventare quello del bagnetto un momento piacevole per il neonato?
È meglio preparare tutto l’occorrente prima di iniziare, in modo da poter essere rilassati quando si accompagna il bambino in questa esperienza. L’ambiente deve essere caldo, tranquillo, con un’illuminazione non troppo forte e la vasca di piccole dimensioni, per far sentire protetto il bambino. Dopo aver spogliato il neonato con delicatezza, è una buona idea avvolgerlo in un piccolo telo, e sostenendo la testa e le spalle, immergerlo nell’acqua fino al petto. Solo quando il piccolo si è ambientato ed appare tranquillo, si può togliere il lenzuolo.

E se il bambino non vuole saperne e piange disperato meglio insistere o rimandare?
Assolutamente meglio rimandare: il pianto è un segnale di stress che va sempre rispettato.

Può essere una buona idea accompagnare questo momento con una canzoncina?
Dipende. Se il piccolo è facilmente irritabile, meglio fare una cosa per volta, in modo da permettergli di affrontare solo una esperienza e di apprezzarla. Se invece il neonato è già “stabile” e “competente”, nel senso che riesce a gestire più stimoli contemporaneamente, allora ben venga anche la canzone.