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Disegno di un bambino in spiaggia con colpo di calore

PER I NOSTRI FIGLI

di Angela Pittari, pediatra di famiglia

Negli ultimi anni si è assistito a un notevole incremento del traffico di persone che, per necessità o per semplice turismo, visitano e soggiornano in altri Paesi con al seguito i bambini ed è dunque di primaria importanza proteggere i più piccoli, essendo questi maggiormente interessati da problematiche diverse.
In questa panoramica, e in questo particolare periodo di vacanze, molte delle visite ambulatoriali vertono sui tanti e svariati quesiti che i genitori si pongono a proposito dei viaggi con bambini, come le regole igienico-dietetiche da osservare lontano da casa, i farmaci e i presidi da aggiungere al bagaglio delle vacanze, i vaccini da fare prima di andare in Paesi a rischio e così via.

Viaggiare con i bambini è un’esperienza impagabile, si fanno nuove esperienze, si conoscono nuovi luoghi, persone e costumi ma tutto questo spesso è fonte di stress e preoccupazione; sono sufficienti pochi accorgimenti per far sì che una vacanza o un viaggio risulti divertente e positivo per tutti.
A prescindere dalla destinazione, quando si intraprende un viaggio è fondamentale avere tra gli obiettivi primari la sicurezza. In che modo? In primis reperire le informazioni desiderate da fonti sicure. Per quel che concerne il bambino, le figure professionali sicure sono il proprio pediatra di famiglia e gli specialisti che operano negli ambulatori per la profilassi del viaggiatore internazionale, presenti nei vari distretti territoriali.

Prima di ogni partenza con bambini al seguito alcune raccomandazioni sono d’obbligoper trovare un giusto equilibrio tra l’esagerata disinvoltura che spinge alcuni ad affrontare viaggi avventurosi e l’apprensione rinunciataria di chi non varcherebbe mai la porta di casa per timore di chissà quali conseguenze. Valutiamo dunque:

  • la destinazione e l’itinerario dettagliato con luoghi e tempi di permanenza evitando accuratamente di essere un turista “fai da te”;
  • il panorama socio-politico del Paese di destinazione (epidemie, agitazioni politiche, guerra), specie se si tratta di viaggi obbligati (motivi occupazionali dei genitori, ritorno nel Paese di origine della famiglia, partecipazione a eventi sportivi internazionali, ecc.)
  • la stagionalità e le condizioni climatiche del Paese meta del viaggio;
  • il tipo di viaggio, la modalità di trasporto e di soggiorno;
  • la situazione sanitaria del luogo in cui si soggiornerà per verificare le misure preventive sia vaccinali che di profilassi (molte delle quali devono essere iniziate alcune settimane prima per ottenere una buona immunizzazione, come succede per la malaria);
  • l’utilità di stipulare una polizza assicurativa per i non rari imprevisti sanitari (per adulti e bambini) soprattutto nei Paesi extraeuropei.

Il viaggio in aereo. Premesso che tutti i bambini possono viaggiare in aereo, limitazioni particolari sono necessarie per i neonati prematuri e/o di peso inferiore ai 3 kg e di età inferiore ai 7 giorni di vita. Per ovviare la problematica più frequente legata alle improvvise variazioni di pressione (otalgia e senso di ottundimento), nelle fasi di decollo e di atterraggio, si consiglia di attaccare il bambino al seno o al biberon e se è più grande offrirgli del cibo o un chewing gum. Per evitare inoltre disturbi del sonno nei primi 3-4 giorni è buona norma non superare i quattro fusi orari e per viaggi brevi (meno di 3 giorni) si consiglia di non cambiare l’orario del Paese di origine.

Il viaggio in automobile. Di solito è quello di gran lunga più usato, specie nei viaggi nazionali, e in termini di sicurezza, è bene ricordare che, in base all’art. 172 del codice della strada, i dispositivi di ritenuta sono obbligatori dalla nascita fino ai 36 kg di peso: fino ai 18 si usano i seggiolini, oltre tale peso si possono utilizzare gli adattatori. Fino ai 9 kg il bimbo deve essere trasportato in senso contrario alla marcia del veicolo ed è preferibile al centro del sedile posteriore per proteggerlo da eventuali urti laterali. E’ necessario sottolineare queste semplici ma importanti norme che purtroppo, non sempre vengono rispettate, dando luogo a conseguenze anche gravi, specie nei percorsi brevi. Non demonizziamo l’aria condizionata, va bene nei viaggi di lunga durata e nelle ore più calde, purché non sia inferiore di 4 °C rispetto alla temperatura esterna. È utile pianificare brevi pause per un sano ristoro.
Nei viaggi in auto come in quelli via mare, è molto frequente la cinetosi soprattutto per i bambini dai 3 ai 12-14 anni che si manifesta con sintomi diversi, dalla sensazione di malessere generale, sudorazione fredda, stato di ansia e agitazione fino alla nausea e al vomito franco. Per ovviare a questo sgradevole disturbo può essere utile cercare di distrarre il bambino con divertenti giochi che coinvolgono allegramente tutta la famiglia (catene di parole, frasi in rima, indovina la canzone, ecc.) facendogli guardare la strada stando ben diritto sul seggiolino. Conciliare il sonno dei bimbi più piccoli potrebbe essere utile e per questo si raccomanda una guida tranquilla, evitare poi assolutamente di fumare e di utilizzare profumi per ambienti che possono risultare fastidiosi e troppo forti. Infine non somministrare bevande gassate ma acqua naturale a piccoli sorsi, evitare latte e pasti abbondanti prima della partenza e, per i bambini più grandi, in caso di necessità, è consentito somministrare farmaci con proprietà antiemetiche rigorosamente prescritti dal proprio pediatra a seconda dell’età del piccolo.

Le mete in alta quota. Una regola generale è quella di non raggiungere altitudini elevate in breve tempo e per periodi troppo brevi (inferiori a 3 giorni) pena l’insorgenza di disturbi di vario tipo e grado legati alla progressiva riduzione della pressione di ossigeno. Si consiglia di soggiornare intorno ai 1.000 metri di altitudine e, nell’eventualità di salire ulteriormente, fare brevi pause per consentire ai sistemi di compenso di adattarsi all’aria rarefatta dell’alta montagna.
Altitudini superiori ai 2.000 metri e basse temperature sono sconsigliate per i bambini affetti da patologie croniche come cardiopatie e malattie respiratorie gravi. Da non dimenticare poi che in alta montagna l’assorbimento delle radiazioni solari aumenta considerevolmente, è necessario perciò utilizzare creme a protezione alta (50 + di SPF), occhiali da sole, cappellino e tutte le precauzioni necessarie per evitare complicanze come il colpo di calore e l’insolazione (a questo proposito potete leggere i consigli degli esperti nella Newsletter di giugno 2016).
È mia premura ricordare ai genitori dei miei piccoli pazienti che viaggiare non significa perdere le buone abitudini né trascurare i benefici di una sana e corretta alimentazione e di uno stile di vita mirati al controllo calorico e al giusto apporto di nutrienti. Poche regole come: bere acqua solo se imbottigliata e sigillata, mangiare frutta ben lavata, meglio se da sbucciare, preferire verdure e cibi cotti e non crudi, lavare i denti con acqua imbottigliata, non bere bevande con ghiaccio oltre che lavare rigorosamente e semplicemente le mani, sono spesso sufficienti a prevenire tante malattie frequenti nei Paesi in via di sviluppo.

I farmaci in valigia. Non è superfluo ricordare di portare con sé la tessera sanitaria e il tesserino vaccinale del piccolo, il numero telefonico di un centro antiveleni e di un centro sanitario pediatrico a cui rivolgersi in caso di necessità. In generale si consiglia di portare con sé solo i farmaci veramente utili, controllando sempre la data di scadenza e la modalità di conservazione (evitare supposte e flaconcini che necessitano di essere conservati in frigo). Nel caso il bambino sia affetto da una patologia cronica, oltre a provvedere a un’adeguata copertura dei farmaci per la durata prevista del viaggio, nella farmacia da viaggio non dovrebbero mancare:

  • antipiretico/antidolorifico (paracetamolo/ibuprofene)
  • probiotici e soluzioni reidratanti
  • antidiarroico
  • antistaminico
  • antibiotico a largo spettro (da somministrare dietro consiglio medico)
  • disinfettante, cerotti e soluzione fisiologica
  • termometro elettronico
  • crema al cortisone per eventuali punture di insetti
  • creme solari ad alta protezione

Ruolo delle vaccinazioni. Come si è detto più volte e sottolineato dalla professoressa Chiara Azzari, responsabile della struttura di Immunologia del Meyer, le vaccinazioni rimangono il mezzo più efficace per la prevenzione di malattie gravi e potenzialmente mortali. Con un po’ di anticipo prima di ogni partenza chiedete al vostro pediatra di verificare se il vostro bambino è in regola con le vaccinazioni previste dal calendario e se è necessario (in base alla destinazione, al tipo e alla durata del viaggio, all’epidemiologia, alla stagionalità, all’età del bimbo) aggiungerne altre per prevenire malattie che in alcuni Paesi, a differenza del nostro, sono a diffusione endemica (epatite A, tifo, malaria, febbre gialla e meningite).

Anche le vacanze finiscono... Al ritorno da un viaggio internazionale, in particolare da Paesi ad alta endemia per particolari patologie, per circa 2-3 mesi non bisogna abbassare la guardia nel caso si presentino sintomi come: febbre elevata, eruzioni cutanee, stato confusionale, diarrea persistente, ittero. In tali casi è bene rivolgersi al proprio pediatra di famiglia che, in base al dato anamnestico del pregresso viaggio, della sintomatologia e dell’esame clinico provvederà ad avviare indagini ed esami adeguati al fine di escludere un’eventuale malattia contratta anche diverso tempo addietro (parassitosi intestinali, malaria, …).

Buon viaggio e serena vacanza!