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PAROLA DI ESPERTO

Bambini abbandonati in auto, al caldo o al freddo. Bambini che, per un assurdo cortocircuito nelle menti dei loro genitori, rischiano la vita, oppure la perdono. La prima regola per evitare che accada di nuovo è quella di non pensare mai: “A me non potrebbe succedere”. Purtroppo non è così, spiega Leonardo Bussolin, responsabile del Trauma center del Meyer: “La frenesia e lo stress, la routine e la quotidianità della vita moderna, insieme al pericolo di uno stato pre-ipnotico causato talvolta dalla guida sono tutti fattori che possono indurre a una distrazione potenzialmente fatale. Gli automatismi della nostra mente inducono al rischio involontario di non distinguere un comune oggetto, che talvolta possiamo scordare, dal nostro bambino addormentato sul sedile posteriore dell’auto”. La cronaca insegna che lo specialista è drammaticamente nel giusto: dal 1998 negli Stati Uniti 615 bambini hanno perso la vita per questo motivo. In alcuni casi si tratta di vere e proprie dimenticanze, in altri di una sottovalutazione del pericolo. “Nelle giornate molto calde – spiega Bussolin - dentro un’automobile la temperatura può aumentare da 10 a 15 gradi ogni quarto d’ora, anche con il finestrino socchiuso. Il colpo di calore può sopraggiungere in meno di mezz’ora. In pochi minuti il bambino lasciato solo in auto può essere in pericolo di morte”.
Tragedie simili si sono consumate anche in Toscana e gli specialisti osservano una tendenza all’aumento del fenomeno. Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per evitare questi drammi: “Non lasciare mai il bambino solo in auto, nemmeno per un minuto – spiega Bussolin – e portatelo sempre con voi quando vi allontanate dal veicolo. Assicuratevi che anche la babysitter o chi si prende cura di lui, adotti questo stesso comportamento”. Un’altra regola da seguire è quella di “posizionare sul sedile accanto al piccolo il cellulare, la borsa da lavoro, il portafoglio o qualunque cosa serva prima di scendere dalla macchina”. Anche la tecnologia può venire in aiuto, se si imposta un promemoria sul telefonino, sull’agenda o sul computer della propria postazione di lavoro. Fondamentale l’organizzazione: “Si può concordare con l’asilo o con chi si prende cura del bambino in modo tale che chiamino entro pochi minuti se il piccolo è in ritardo e non si è avvisato in precedenza di un cambio di programma”.

Per i genitori che desiderano approfondire questo e altri temi sul fronte della prevenzione, il Trauma center del Meyer organizza dei corsi, che come ogni anno ricominceranno a settembre.