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DIAMO I NUMERI

della prof.ssa Luisa Galli, responsabile Malattie infettive del Meyer

Forse non tutti hanno consapevolezza del fatto che quando la copertura vaccinale in una popolazione per un determinato microorganismo diminuisce sotto un certo limite aumenta la probabilità che il patogeno possa circolare e determinare la malattia.

La polio. Nel nostro Paese, così come in Europa, la copertura vaccinale è attualmente appena accettabile nei confronti del virus della polio. Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò l’Europa libera dalla polio dal 2002. Da questa data non si sono infatti verificati casi in Europa, ma la poliomielite è endemica in aree anche vicine e facilmente raggiungibili in aereo in poche ore di volo come Afghanistan, Nigeria e Pakistan e diversi focolai epidemici si verificano in Somalia, Kenya, Etiopia e Siria. In Israele è stato isolato il virus selvaggio. A tale proposito coloro che sono contrari ai vaccini sostengono che in realtà molte malattie infettive sono sotto controllo solo ed esclusivamente per le migliorate condizioni igienico-sanitarie. Se questo molto parzialmente può essere vero per quanto riguarda specificamente la polio che si diffonde per contagio fecale-orale, è però indiscutibile che quando si verificano dei casi in una comunità non immune, l’infezione si diffonde a prescindere dalle buone condizioni igienico-sanitarie e genera un’epidemia come è successo nel 1992 in Olanda in una comunità contraria alle vaccinazioni per motivi religiosi.

Il morbillo. I dati dell’European CDC sono particolarmente inquietanti per quanto riguarda il morbillo, infezione molto contagiosa per via respiratoria. Ricordo che, nella storia naturale di quest’infezione, ogni 1000 casi di morbillo si sviluppa un’encefalite (che può portare a esiti gravi e permanenti o al decesso). Prima dell’introduzione del vaccino, il morbillo si diffondeva ogni 4-5 anni trovando una massa critica di soggetti non immuni di 2.000.000–2.500.000 bambini. Questo significava che 2.000-2.500 bambini andavano incontro a meningoencefalite o morendo o con gravi esiti permanenti a livello del cervello. Recentemente la copertura vaccinale per il morbillo è diminuita sotto la soglia ritenuta protettiva per la comunità in alcuni Paesi europei (i più ricchi, per es. Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e ora anche Italia). Il numero dei casi a livello europeo si è incrementato (da circa 9.000 nel 2008 a oltre 12.000 del 2012). I casi si sono verificati in particolare nella fascia di età 1-4 anni e nell’83% dei casi in soggetti non vaccinati. Nel 2014 si sono riscontrati 8 casi di encefaliti e il decesso di un bambino non vaccinato.

La rosolia. In Europa, inoltre, nel 2012 si sono verificati 27.000 casi di rosolia, il 98% dei quali in adolescenti e giovani adulti (15-24 anni) in Polonia e Romania. Questa coorte non aveva ricevuto la vaccinazione. Ricordo che il vaccino della rosolia si raccomanda per prevenire la rosolia in gravidanza che può determinare gravi quadri malformativi nel feto. E’ comprensibile quindi come la diffusione anche nell’età giovanile e tra le donne in età fertile può avere delle gravi conseguenze.

La pertosse. Tra le infezioni di cui si registra un incremento c’è la pertosse, infezione che può essere molto grave e causare ospedalizzazione e decessi nei bambini più piccoli, in particolare nel primo anno di vita (il tasso dei decessi che si sono verificati recentemente è di circa 9/1000 casi). In Europa i casi di pertosse sono aumentati da 19.741 nel 2008 a 42.525 nel 2012, in particolare nell’età pediatrica. I bambini in età scolare non hanno un significativo rischio di decesso a seguito della pertosse, ma rappresentano una possibile fonte di contagio per i fratellini più piccoli che svilupperanno i quadri clinici più gravi.

Il tetano. Infine, forse non tutti sanno che alcune gravi malattie come il tetano non sono affatto scomparse. Il tetano non può essere controllato dalla immunità di gregge, ovvero dal fatto che la maggior parte della popolazione è vaccinata e questo impedisce la circolazione del patogeno per via interumana. Infatti le spore del tetano sono presenti nell’ambiente (in particolare nella terra) e il vaccino è mirato a proteggere l’individuo dalla tossina che viene prodotta dal clostridio del tetano. Conseguentemente, in presenza di ferite o lesioni cutanee, l’individuo non vaccinato è a rischio di sviluppare il tetano. L’Italia, dove la vaccinazione di tutti i nati è stata introdotta nel 1963, ha il più alto tasso di casi di tetano in Europa. La stragrande maggioranza dei casi si è verificato in anziani, in particolare donne, popolazione che non è stata in precedenza sottoposta estesamente a vaccinazione anche perché le donne non avendo fatto il militare non hanno ricevuto la vaccinazione sotto le armi. I bambini non vaccinati contro il tetano, in occasione di traumi o ferite, devono essere sottoposti a profilassi nei pronto soccorso con vaccino e immunoglobuline contro il tetano.