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Piccolo vademecum per chi inizia la scuola

PSICOLOGIA

di Francesca Maffei, responsabile Psicologia ospedaliera del Meyer

Per il bambino l’approdo alla scuola primaria rappresenta un momento importantissimo: è l’ingresso in un contesto sociale diverso dal luogo conosciuto della famiglia, caratterizzato da regole e da richieste che gli richiedono uno sforzo in termini di impegno e adattamento. Sostenete vostro figlio nel suo processo di responsabilizzazione, aiutatelo a gestire le naturali esperienze di frustrazione che può sperimentare nella relazione con i compagni, con le insegnanti e nel processo di apprendimento: questo contribuirà a farlo diventare un individuo maturo.

Ecco un piccolo vademecum per affrontare al meglio questa lunga avventura tra i banchi di scuola

- Durante i primi giorni di scuola il vostro bambino può avere qualche difficoltà a distaccarsi da voi e anche voi genitori potete avere qualche preoccupazione al riguardo, è importante che non gli trasmettiate le vostre ansie, piuttosto guardate la scuola per quello che è, ovvero l’inizio di un percorso di crescita e autonomia: trasmettetegli fiducia ed entusiasmo.

- Sostenete un approccio positivo all’apprendimento, imparare non è solo un “dovere” ma è soprattutto un’opportunità per conoscere cose nuove e quindi di scoprire interessi e coltivare la curiosità. Ad esempio imparare a leggere è un processo all’inizio faticoso e allo stesso tempo costituisce un passaggio cruciale verso l’autonomia e la possibilità di sviluppare l’immaginazione e la fantasia.

- I bambini apprendono con tempi e modalità differenti, evitate di confrontare vostro figlio con i compagni e i fratelli, non date giudizi di valore come “non sei capace, non sei bravo”: sostenete la fiducia nelle sue capacità e potenzialità e per qualsiasi dubbio sui suoi progressi confrontatevi con le insegnanti.

- Per avvicinarsi all’esperienza che vostro figlio sta facendo a scuola, ascoltatelo e accogliete i suoi pensieri ed emozioni, cosa gli piace e cosa no, ripensate alla vostra esperienza di bambini e se volete condividetela con lui.

- Abituate vostro figlio a fare i compiti in un ambiente privo di distrazioni, rendetevi disponibili ad aiutarlo ma non intervenite se non ve lo chiede. Anticipare un bisogno e sostituirsi trasmette un messaggio implicito: “da solo non sei capace”.

- Lasciate che durante la giornata di vostro figlio ci siano momenti liberi da qualsiasi attività strutturata (scuola, compiti, sport, ecc.), i momenti “vuoti” e l’esperienza della noia non sono nemici da temere, al contrario svuotare la mente e rilassarsi, invece di passare da un’attività all’altra, oscillare tra lo scegliere cosa fare e il decidere di non fare niente, questo è l’atteggiamento migliore per creare idee nuove.

La noia è il seme del pensiero creativo!