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BUONO A SAPERSI

di Emanuele Lampasi, responsabile Ortopedia e traumatologia del Meyer
di Francesco Lolli, referente ambulatorio scoliosi Meyer

Sono moltissimi i bambini e gli adolescenti che ogni anno ricevono una diagnosi di scoliosi. E proprio la frequenza di questa patologia ha spinto il Meyer a creare un ambulatorio specialistico dedicato ai ragazzi che soffrono di questo problema. Ma cosa si intende per scoliosi? La colonna vertebrale, che in condizioni fisiologiche si presenta perfettamente dritta sul piano frontale, può avere, in alcune persone, uno sviluppo asimmetrico, che conduce alla comparsa di una deformità, più o meno evidente. Si parla di scoliosi quando la deviazione della colonna vertebrale supera i 10 gradi, (misurati secondo il metodo di Cobb). Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), non è possibile individuare una causa, come ad esempio una malformazione congenita: si tratta di una scoliosi idiopatica.

Questa può comparire in qualunque fase dello sviluppo, con una predilezione per l’età adolescenziale: secondo le casistiche americane, l’85% delle curve sembra infatti esordire dopo i 10 anni di età. A essere più colpite sono le femmine, sei volte di più rispetto ai loro coetanei.

I primi segni clinici, che possono allarmare i genitori ed il pediatra, sono rappresentati da asimmetrie nel corpo: un fianco più scavato dell’altro, una spalla più alta, la presenza di gibbo costale. In caso di sospetto di scoliosi, è fondamentale una visita specialistica, a cui far seguire eventualmente accertamenti diagnostici, come una radiografia della colonna in piedi. Una diagnosi precoce è infatti fondamentale per impostare il trattamento più adeguato. La scoliosi, (ad eccezione delle rare forme del primo anno di vita che nel 90% dei casi si risolvono in modo spontaneo), è una patologia evolutiva, che non tende alla guarigione spontanea, ma piuttosto a una evoluzione progressiva. Più precoce è l’età di insorgenza della scoliosi, più grave è la scoliosi al momento della diagnosi, maggiore è il rischio di un aggravamento nel corso del tempo.

Il trattamento in genere si basa inizialmente sull’applicazione di busti ortopedici, a cui associare preferibilmente la pratica di un’attività sportiva o di una ginnastica posturale, e deve essere personalizzato per ogni singolo paziente, scegliendo il tipo di busto più adeguato ed il numero di ore in cui utilizzarlo in base alle differenti fasi dello sviluppo e della progressione della patologia. Obiettivo primario è quello di contenere il peggioramento della scoliosi, mentre solo in rari casi è possibile ottenere una correzione della curva. Nei casi in cui questo fallisca, è possibile ricorrere alla chirurgia, con interventi correttivi, valutabili di volta in volta.