Contenuto principale

Messaggio di avviso

INFORMATIVA: Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy".
Acconsenti all'uso dei cookie?

PAROLA DI ESPERTO

Quello tra i bambini e le verdure è sempre stato un rapporto difficile. Secondo autorevoli studi, la diffidenza dei piccoli per i vegetali risale addirittura alla preistoria, quando la prudenza nell’assaggiare fiori e piante potenzialmente velenosi costituiva una strategia di sopravvivenza. Oggi le cose sono molto cambiate. Studi altrettanto autorevoli hanno rivelato quanto sia importante che i bambini si nutrano in modo bilanciato. E le verdure, nella dieta, rappresentano un elemento essenziale.
Ma come possiamo convincere i nostri figli a superare questa riluttanza? Attraverso il gioco e, soprattutto, il buon esempio. Parola di Fina Belli - dietista responsabile della Dietetica del Meyer. “I bambini – spiega – hanno un innato senso dell’estetica e sono molto attratti dai colori vivaci. Quindi può essere una buona idea proporre loro i cibi in modo accattivante, costruendo dei veri e propri disegni”. Quando cucinate, insomma, liberate fantasia e creatività. “Le carote possono essere tagliate come se fossero le ruote di una macchinina – suggerisce la dottoressa Belli – e anche i mucchietti sono molto graditi”. Ma quello che conta davvero è il buon esempio. “Con i bambini parlare non serve a molto – spiega la specialista - se vedono la mamma o il papà che mangiano con piacere la verdura è più facile che abbiano voglia di provare anche loro”. E quali sono le strategie da adottare con gli irriducibili? “La strada della forza è senz’altro quella perdente. Mai forzarli, né essere assillanti. Lasciate piuttosto che i piccoli assaggino dal vostro piatto piuttosto che riempire il loro con qualcosa che non li entusiasma, accontentiamoci che ne mangino piccole quantità e, soprattutto, non diamo altri cibi in sostituzione. Con i grandi, ovviamente, si può anche tentare la strada del dialogo. “A volte propongo dei veri e propri patti – conclude – chiedo ai bambini di assaggiare tutto e poi di fare delle liste: gli alimenti che proprio non vogliono mangiare, quelli che non amano, ma possono comunque mangiare e quelli che gli piacciono. Di solito, alla fine, qualcosa che va loro a genio lo trovano sempre”.