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I NUMERI DI FABIO

di Fabio Voller, ARS Toscana

In Italia non sono molti gli enti che si sono occupati di descrivere le abitudini, gli usi e i costumi della popolazione minore e adolescente. Eurispes (Eurispes, annate varie) e l’Istituto degli Innocenti (Belotti V. et al., 2000) sono gli istituti che a più riprese hanno focalizzato la loro attenzione sui comportamenti di questa fascia di popolazione. Ancora meno sono le indagini che hanno analizzato i comportamenti e gli atteggiamenti della popolazione toscana; possiamo solo far riferimento alle indagini condotte dallo IARD (IARD, 2009) e da ISTAT che in alcuni anni (1998, 2005, 2008 e 2011) dell’indagine “Aspetti della vita quotidiana” ha destinato un approfondimento significativo alla popolazione in età 0-17 anni dando la possibilità di elaborare anche dati utili al raffronto tra le varie regioni. Scuola, lavoro, vita familiare e di relazione, abitazione e zona in cui si vive, tempo libero, partecipazione politica e sociale, salute, stili di vita e rapporto con i servizi sono indagati in un'ottica in cui oggettività dei comportamenti e soggettività delle aspettative, delle motivazioni, dei giudizi contribuiscono a definire l'informazione sociale.

Relativamente alle relazioni sociali con i coetanei, oltre l’85% dei bambini e ragazzi toscani (Tabella 1) tra i 3 e i 17 anni frequenta coetanei nel proprio tempo libero (Italia 78,1%). La frequentazione coinvolge mediamente cinque amici. Al crescere dell’età aumenta la propensione a frequentare i coetanei: si passa dal 67,1% dei bambini tra i 3 e i 5 anni al 95% dei ragazzi tra 14 e 17 anni; crescono anche il numero medio di coetanei frequentati (da 3,9 a 7,8). I dati toscani sono sempre più alti della media italiana.

Tabella 1 - Bambini e ragazzi di 3-17 anni che frequentano coetanei nel tempo libero per numero medio di coetanei per classe di età, Toscana e Italia, anno 2011

tabella 1 Bambini e ragazzi di 3-17 anni che frequentano coetanei nel tempo libero per numero medio di coetanei per classe di età - Toscana ed Italia - Anno 2011

Passando a considerare la frequenza con cui bambini e ragazzi toscani tra gli 11 e i 17 anni escono da soli o con gli amici di giorno (escluse le uscite per andare a scuola o al lavoro), emerge come il 21,5% di essi esce tutti i giorni (da soli o con gli amici), mentre un altro 50,6% lo fa una o più volte alla settimana. Il 18,6% esce meno di una volta alla settimana e il 9,3% non esce mai, quota questa che aumenta in modo significativo soprattutto nella fascia tra gli 11 e i 13 anni (21,1%). Più rare sono le uscite serali: il 34,1% di bambini e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni esce di sera (da soli o con gli amici) una o più volte alla settimana e solo per una esigua minoranza è un’abitudine quotidiana (0,5%). Il 19,3% di essi esce meno di una volta alla settimana, mentre la quota di coloro che non esce mai la sera si attesta al 46,1%. Escono quotidianamente sia con gli amici che da soli soprattutto i maschi e in particolar modo i più grandi (dati non mostrati). Quando escono di sera, il 45,5% dei ragazzi di 11-17 anni rientra tra le 22:00 e le 24:00, mentre la quota di chi supera la mezzanotte si attesta al 25,8%. Tra i luoghi frequentati almeno una volta alla settimana dagli 11-17enni toscani al primo posto si colloca il bar (26,4%), seguito dal centro commerciale (21,0%), dalla pizzeria (19,4%), dalla birreria (12,4%) e dalla discoteca (4,9%). Man mano che dalla pubertà si passa all’adolescenza la frequentazione di questi luoghi coinvolge un numero crescente di ragazzi. Si recano con regolarità in birreria/pub il 20,8% dei 14-17enni (contro l’1,8% degli 11-13enni), in pizzeria il 28,4% dei 14-17enni, mentre tra gli 11-13 anni la quota scende al 8%. L’unico luogo per il quale non si riscontrano differenze di età è il centro commerciale.

Una socialità quindi aperta alla moltitudine che vede nei centri commerciali ormai un luogo che ha pareggiato bar e che supera di gran lunga le discoteche, ribaltando rapporti che erano totalmente inversi all’inizio degli anni ‘90 e che rimettono in discussione la fruizione di luoghi che non sono stati pensati originariamente come punti di incontro.