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Foto di una bambina seduta a tavola che non vuole mangiare

Firenze – Un gastroenterologo, una psicologa e una dietista: sono queste le figure professionali che compongono il gruppo di specialisti del Meyer creato per aiutare i bambini nei primi anni di vita che rifiutano il cibo dato dai loro genitori. Un problema, quello della disappetenza, piuttosto comune: un bambino su quattro, a detta dei familiari più stretti, mangia poco o non mangia niente. "Compito, tutt'altro che facile, del pediatra – spiega il professor Paolo Lionetti, responsabile della Gastroenterologia pediatrica del Meyer – è quello di fare una diagnosi e capire quando siamo davanti a un problema di disturbo infantile del comportamento alimentare oppure si ha a che fare con una problematica organica che genera anoressia". Fortunatamente, nella maggioranza del casi, il rifiuto del cibo non è collegato a una patologia organica. Ma la relazione che si viene a creare tra i "bambini non mangiano niente" e i genitori che fanno di tutto per farli mangiare può essere una relazione alterata, o che comunque necessita di essere rivista con l'aiuto di uno specialista. Se il problema si cronicizza, infatti, il bambino sviluppa un vero e proprio disturbo infantile del comportamento alimentare, molto diverso da quello che si sviluppa nell'adolescenza, e la famiglia trova difficoltà Quello del Meyer è un ambulatorio di secondo livello: qui, grazie a un lavoro multidisciplinare, si affrontano, e si risolvono, solo i casi più gravi.

"Sono tre i segnali d'allarme che possono aiutare il pediatra nella diagnosi di un disturbo del comportamento alimentare – continua Lionetti - il rifiuto attivo del bambino ogni volta che gli si propone il pasto; i conati anticipatori del piccolo nel momento in cui il cucchiaino si avvicina alla bocca e le metodiche anomale di somministrazione del pasto da parte dei genitori e dei familiari".

Quali sono queste metodiche da evitare? "Distratte il bambino mentre mangia facendogli vedere la televisione o un videogioco, alimentarlo in modo forzato o nelle ore notturne". A volte le famiglie non sono consapevoli di affrontare il problema con un carico di ansia eccessivo. Per aiutarli a prendere consapevolezza, può essere utile filmare il momento del pasto e studiare quali sono le dinamiche che si mettono in gioco.

L’accesso a questo ambulatorio avviene in seguito a una prima valutazione degli specialisti dell’ambulatorio di Gastroenterologia pediatrica.