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https://youtu.be/K4sFQefjHQg - 12 ottobre 2015

La meningite è una malattia infettiva molto grave che colpisce le meningi che sono una parte esterna del cervello e può colpire tutte le fasce d'età, ma in particolare i bambini piccoli da 0 a 5 anni. Come si riconoscono i sintomi di una meningite? Come comportarsi in caso di sintomi sospetti? Che cos'è il ceppo toscano della meningite?

In questa intervista, la prof.ssa Chiara Azzari, Direttore del Centro di immunologia pediatrica dell'Ospedale Meyer di Firenze, spiega che i sintomi della meningite sono diversi a seconda dell'età. Tipicamente nel bambino grande e nell'adulto si manifesta attraverso mal di testa, vomito e rigidità del collo.
Nel bambino molto piccolo, per esempio sotto l'anno di vita, i sintomi sono completamente aspecifici. Può accadere che la temperatura corporea vada da molto alta a molto bassa, o che sulla pelle si notino colori scuri violacei o bluastri.
Nel caso di sintomi sospetti bisogna chiamare urgentemente il proprio medico di famiglia o andare al pronto soccorso. La possibilità di sopravvivenza dipende infatti dalla precocità dell’intervento terapeutico.

L’importanza dei vaccini nel prevenire le meningiti

La prof.ssa Azzari spiega che non c’è modo di prevenire la meningite perché essa si prende, attraverso il respiro, venendo in contatto con un portatore sano del germe. L’unico modo di prevenire la meningite è la vaccinazione. Fortunatamente esistono molti vaccini che mettono al riparo dalla maggior parte delle meningiti. I vaccini per la meningite, conferma Azzari, non fanno assolutamente male. Sono tutti vaccini uccisi, quindi vuol dire che non possono mai fare venire la malattia. Gli unici effetti collaterali possono essere la febbre, che viene nel giorno stesso o in quello successivo alla vaccinazione, e che può durare al massimo 24 ore. Una febbre facilmente controllabile con del paracetamolo.

La meningite può essere diagnosticata in tanti modi. Al Meyer vengono utilizzati degli innovativi metodi cosiddetti “molecolari”. I metodi molecolari sono più sensibili rispetto ai metodi molecolari, la loro precisione è almeno tre volte più alta e la risposta si ottiene in meno di un’ora.
Anche per questo il Meyer si occupa della diagnosi della meningite per tutta la regione Toscana, con una reperibilità sette giorni su sette.

La diagnosi molecolare, e in generale l’affinamento delle tecniche diagnostiche, rappresenta il passo più importante nell’ambito della ricerca sulle meningiti. Un altro ambito importante di ricerca è quello relativo all’interpretazione dell’antibiotico resistenza. Oggi, al Meyer, si è in grado di capire a quali antibiotici un determinato paziente risponderà bene, e quali invece saranno inutili.

Guarda l’intervista integrale alla prof.ssa Azzari.

12 ottobre 2015

12 ottobre 2015