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https://youtu.be/8HlAr4HNOdo - 15 aprile 2016

Allenarsi ad affrontare le emergenze, anche quelle più rare. Perfezionare le procedure di intervento. Ridurre il rischio clinico per i piccoli pazienti. La simulazione pediatrica, attraverso l'utilizzo di manichini e tecniche di formazione innovative, consente di formare al meglio medici e infermieri. Ce ne parla il dott. Marco De Luca, Responsabile Simulazione e Risk Management AOU Meyer.

La simulazione è una tecnica di formazione innovativa che sta prendendo sempre più importanza a livello internazionale. In pratica vengono sostituite delle esperienze reali con delle esperienze progettate e appositamente simulate per il personale sanitario medico e infermieristico.

Il bambino è sostituito da un sofisticato manichino interattivo in grado di riprodurre con elevata fedeltà le reazioni fisiologiche e vitali che il team di medici e infermieri dovrà affrontare nella realtà, riproducendo da situazioni cliniche di routine fino d eventi più rari ed emergenze. L’errore, che in questo contesto può essere commesso senza correre rischi, diventa così fonte di apprendimento.

Per esempio, l'arresto respiratorio o l'arresto cardio-respiratorio sono patologie rare ma in cui il personale medico e sanitario deve intervenire rapidamente. La simulazione permette di affinare tutte le procedure attraverso la ripetizione delle situazioni di emergenza in un ambiente controllato. Le simulazioni vengono in genere filmate per poi essere riviste e commentate in una seconda fase.

Nel reparto di terapia intensiva la simulazione si svolge nelle stesse stanze dove il personale lavora abitualmente. Questo permette di mettere alla prova non solo il personale, ma anche gli ambienti

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Il risultato è una riduzione significativa del rischio clinico per i piccoli pazienti del Meyer.