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Che cos’è la simulazione pediatrica? La simulazione pediatrica è una palestra per sconfiggere le criticità, migliorare la sicurezza, affinare il lavoro di squadra. Negli scenari di simulazione il bambino è sostituito da un sofisticato manichino interattivo ad “alta fedeltà”, in grado cioè di riprodurre le reazioni fisiologiche e vitali del paziente reale. Avere un manichino al posto di un paziente reale permette al team di infermieri e medici che affronta il caso clinico di intervenire in tutta sicurezza, senza rischi per il paziente; inoltre rende possibile confrontarsi sia con situazioni cliniche di routine che con eventi più rari ed emergenze, acquisendo competenze preziose per la gestione dei casi reali.
La simulazione pediatrica permette di imparare nuove tecniche e di familiarizzare con apparecchi complessi in un ambiente sicuro; di ripetere più volte gli stessi scenari, spesso basati su casi reali che hanno creato difficoltà di gestione; di esercitarsi nel lavoro di gruppo con la possibilità di valutare al meglio la comunicazione, i processi decisionali, le dinamiche di una situazione critica e la gestione delle risorse; di analizzare in piena libertà, nel corso della fase di debriefing e confronto, quanto accaduto durante la simulazione e di discuterne le cause, valutando i possibili percorsi alternativi. Nella simulazione gli errori diventano fonte di apprendimento per tutti. Perché un programma di simulazione pediatrica? Il programma di simulazione pediatrica dell’AOU Meyer è nato nel 2007 dalla collaborazione con il Boston Children’s Hospital Simulation Program; lo scopo principale è di promuovere e supportare la qualità delle cure e la sicurezza del paziente pediatrico attraverso la formazione di tutto il personale sanitario che assiste il bambino e la sua famiglia, focalizzandosi sia sugli aspetti tecnico-professionali che sul lavoro di squadra.
Inizialmente il programma di simulazione SimMeyer ha realizzato principalmente delle simulazioni in situ, ovvero scenari di simulazione che si svolgono negli stessi ambienti ospedalieri destinati all’assistenza. Il primo reparto ad avvalersi della simulazione è stato il Pronto Soccorso e negli anni il programma è cresciuto, diffondendosi in molti altri reparti; la comprensione del beneficio reale di questa pratica ha coinvolto infatti molti tra medici e infermieri, che hanno ricevuto la necessaria formazione e che attualmente dedicano tempo ed energie per portare avanti lo sviluppo del programma di simulazione. L’evoluzione del programma di simulazione pediatrica Negli anni il programma ha formato molti facilitatori e acquisito le tecnologie necessarie per una sempre più capillare ed efficace diffusione della simulazione.
Nel 2014 il programma di simulazione si è aperto all’esterno, dando il via a una serie di corsi per la formazione di facilitatori di simulazione con l’intento di diffondere sempre più questo potente strumento di formazione.
Sempre nello stesso anno è nato anche il network SimPnet, inizialmente rivolto alle pediatrie della Regione Toscana, a cui hanno successivamente aderito i programmi di simulazione di altre aziende sanitarie nazionali.
Il numero di corsi proposti nell’ambito dell’emergenza-urgenza è via via aumentato, includendo corsi dedicati al trauma pediatrico, all’analgosedazione, all’ecografia, alla formazione infermieristica, alla tossicologia.
La collaborazione con i colleghi di Boston, leader mondiali nel campo della simulazione, non si è mai interrotta: oltre a vari workshop e convegni realizzati nell’arco degli anni, il programma SimMeyer è attualmente impegnato nella transizione verso la “Simulazione 2.0", una fase più avanzata in cui la simulazione sarà più strettamente interconnessa all’attività ospedaliera, permettendo ulteriori progressi in campo clinico e scientifico.

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