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BUONO A SAPERSI

Nella maggior parte dei casi causano solo fastidi lievi e transitori, come irritazioni cutanee o disturbi gastrointestinali, ma è comunque bene tenerle d’occhio. Sono le piante velenose: alcune proprio insospettabili, devono diventare sorvegliate speciali specialmente se in casa si aggira un bambino nella fascia tra 1 e 2 anni (quella, cioè, in cui finisce tutto in bocca). Doverosa premessa: “Senza allarmarci troppo, cogliamo l’attenzione alle piante come occasione per insegnare ai bambini, una volta di più, che senza chiedere non si mangia niente”, spiega Francesco Silenzi, pediatra del Pronto soccorso del Meyer. Intanto, per orientarsi: “In generale, in casa o all’aperto, ci devono insospettire tutte le piante che hanno un odore intenso, la linfa lattiginosa o le bacche rosse”.

Le sorvegliate speciali. Detto questo, ecco una lista di alcune piante velenose da mettere in sicurezza in presenza di bambini intraprendenti:

  • agrifoglio: le sue bacche e le sue foglie possono dare nausea, vomito, diarrea, sonnolenza e in rarissimi casi convulsioni
  • azalea: le sue foglie possono essere velenose se ingerite (in grandi quantità)
  • calla: : alcune parti delle pianta possono dare intossicazione se il bambino le mangia (o semplicemente ciuccia)
  • ciclamino: la linfa può dare irritazione cutanea e, se ingerita, disturbi intestinali
  • gelsomino e ginestra: velenosi in tutte le loro parti, se ingeriti possono dare disturbi visivi e difficoltà nella coordinazione motoria
  • mughetto: fiori, foglie, frutti e bulbi sono tutti velenosi se ingeriti
  • oleandro: la sua linfa irrita pelle e occhi. Se ingerito o ciucciato può dare effetti sistemici (come problemi gastrointestinali, cardiaci, ipotermia) anche gravi
  • stella di natale: la linfa è irritante per la cute; foglie e semi se ingeriti, in rari e gravi casi, possono provocare il delirio
  • tulipani: contengono tossine nei bulbi
  • vischio: è tossico (anche se le bacche sono bianche!)

Cosa fare in caso di emergenza. “Se si ha il sospetto che il bambino sia venuto in contatto con una pianta velenosa, la prima cosa da fare è lavare la cute con abbondante acqua corrente. Allo stesso modo, in caso di contatto con gli occhi, vanno sciacquati per molti minuti con acqua fresca. Mentre, se si sa o sospetta un’ingestione (o se temiamo che il bambino abbia morso o succhiato una pianta velenosa), è importante togliere dalla bocca eventuali residui e sciacquarla abbondantemente, chiamando il centro antiveleni per un primo orientamento”, spiega il dottor Silenzi. E attenzione: “Se i sintomi sono tali da spingerci al pronto soccorso, è importante portarsi dietro anche la pianta, perché i medici possano identificarla correttamente”.