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CURIOSITÀ


di Mavi Giannotti, Ufficio stampa AOU Meyer

È una battaglia quotidiana quella che, ogni pomeriggio d’inverno, in ogni parco giochi, vede schierati, da una parte, bambini accaldati e ansiosi di togliersi i giubbotti e dall’altra genitori decisi a evitare che i pargoli si scoprano e prendano freddo.

La disputa è annosa e appassionante, ma la verità è che hanno ragione i piccoli. “Quando i bambini corrono – spiega Giovanni Poggi, pediatra dell’ospedale pediatrico Meyer – è giusto che indossino un abbigliamento adeguato a questa attività e che non siano quindi eccessivamente coperti. Proprio come un adulto quando fa una partita di calcio durante la stagione invernale”. Le regole da rispettare per affrontare il freddo dell’inverno in buona salute sono soprattutto quelle dettate dal buon senso.

“L’unico rischio concreto – spiega il pediatra – sono le variazioni di temperatura, che sono dannose soprattutto per i più piccoli: il loro apparato di termoregolazione, infatti, non è maturo ed è meno capace di adattarsi agli sbalzi improvvisi. L’importante è non creare, infagottando i bambini in modo eccessivo, variazioni di temperatura artificiali”. Altro consiglio da seguire è quello di fidarsi della “competenza” dei piccoli: sono loro i primi a segnalare quando hanno bisogno di un maglione o di una giacca in più.

Altra accortezza da seguire è quella che riguarda la temperatura delle nostre case. “Oggi – continua Poggi – viviamo in abitazioni troppo riscaldate. Venti gradi sono più che sufficienti”. E per quanto riguarda sciarpe e cappelli (altro argomento di appassionanti contraddittori sulla porta di casa)? “Solo quando sono strettamente necessari – conclude il pediatra – il riscaldamento globale ha cambiato le temperature e le giornate non sono più fredde come una volta: difficile, oggi, vedere un bambino con la pelle d’oca per il freddo come capitava a quelli della mia generazione. Quindi, il consiglio è quello di vestirsi in base alle temperature effettive e non al calendario”.