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GOOD NEWS

Nasi che colano senza fine, tappeti di fazzoletti e tosse arrogante. Dall’autunno alla primavera il copione per i piccoli è questo, e spesso i genitori non sanno più cosa inventarsi per provare ad alleviare i sintomi del raffreddore. Ma c’è qualcosa che effettivamente funziona o, come dicevano le nonne, "meglio lasciarlo sfogare"?

Caro, vecchio, latte e miele. Ci aiuta a capirlo Enrico Lombardi, a capo della Broncopneumologia del Meyer: “La letteratura medica ci dice che, per la tosse, effettivamente il latte e miele, che esplica un’azione emolliente, ha una qualche efficacia”, spiega. Ben venga dunque questo antico rimedio, che peraltro di solito piace molto ai bambini.

Nasi puliti. Allo stesso modo, sappiamo per certo che tenere il naso pulito aiuta non solo a respirare meglio, ma anche a fare in modo che batteri e virus trovino un terreno meno favorevole: “Per questo sono molto importanti i lavaggi nasali – spiega il dottore – Teniamo presente che, se vogliamo lavare il naso, quello che conta è l’azione meccanica dell’acqua: per questo irrigarlo con della soluzione fisiologica può essere sufficiente”. Si sdraia il bambino piccolo su un fianco e, utilizzando una siringa da 5 ml (naturalmente senza ago) si inietta il liquido nella narice superiore, ripetendo la manovra anche sul fianco opposto. Questo tipo di pulizia, precisa il dottore “ripetuta tutti i giorni, per 2-3 volte al giorno, sarebbe molto utile anche a livello preventivo ed è per questo che si raccomanda di farlo già nel primo anno di vita”.

Vapori: sì ma… E i vapori (altresì detti fumacchi/suffumigi/fumenti) funzionano? “Il vapore è riportato in letteratura solo per la laringite ipoglottica, che si manifesta con la tosse abbaiante e con lo stridore inspiratorio”. Per questi bambini effettivamente l’esposizione al vapore può recare sollievo. Attenzione però al rischio ustioni: sono assolutamente da evitare le pentole con l’acqua bollente ed è piuttosto preferibile respirare il vapore che si forma nella stanza da bagno aprendo il rubinetto dell’acqua calda. “Il trattamento di prima scelta per la laringite ipoglottica, comunque, è il cortisone per aerosol su prescrizione del pediatra”, precisa Lombardi.

Che dire invece degli umidificatori? “In generale, con il nostro clima, umidificare l’aria rischia piuttosto di aprire la strada a muffe e acari, questi sì da evitare: per questo, piuttosto, è importante aprire le finestre periodicamente e garantire un buon ricambio d’aria”.

Aerosol sì o no? Quanto invece all’aerosol: “Non è sempre necessario: come per tutti gli altri farmaci, deve essere il pediatra, di volta in volta, a guidare il genitore. A questo riguardo, ricordiamoci che i farmaci decongestionanti da banco, come la maggior parte degli sciroppi e dei decongestionanti nasali, non sono indicati sotto i due anni e possono dare effetti indesiderati”.