Contenuto principale

Messaggio di avviso

INFORMATIVA: Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy".
Acconsenti all'uso dei cookie?

PER I NOSTRI FIGLI

di Angela Pittari, pediatra di famiglia

Dottoressa, da quando mio figlio fa calcio e va a giocare con qualsiasi tempo, anche sotto la pioggia, non si è mai ammalato quest’anno! Sarà quest’attività fisica a renderlo più forte?

Questo è ciò che la sig.ra Rossi, qualche giorno fa, mi diceva in ambulatorio, durante la visita per il bilancio di salute di suo figlio. Un bambino che, negli anni precedenti, con l’arrivo dell’autunno iniziava con la solita trafila di infezioni delle alte vie respiratorie (tonsilliti, faringiti, otiti e raffreddori) portandosi dietro, fino a tarda primavera, uno stato di malessere generale costellato da naso chiuso, pallore, occhi alonati e tosse catarrale senza fine.

Da quando il bimbo ha iniziato a praticare lo sport non solo è più allegro, vitale e gioioso, ma va persino meglio a scuola (!!!). Ma quel che più conta per i genitori, inizialmente scettici nei confronti di un’attività fisica svolta all’aperto, non si ammala quasi più!

Viene in mente allora il motto latino mens sana in corpore sano che racchiude una verità che ben si applica non solo agli adulti ma anche ai bambini e agli adolescenti che svolgono una regolare attività fisica (sport di gruppo o individuale, giochi all’aria aperta, ginnastica... ) dimostrando una maggiore fiducia nelle proprie possibilità, una maggiore autostima, una maggiore sopportazione dello stress, una migliore mobilità articolare e tonicità muscolare, una corretta postura e infine una maggiore difesa dalle malattie stagionali e non.

Fare movimento di qualsiasi tipo, dalle semplici passeggiate allo sport organizzato, come risulta da vari studi sull’argomento, significa fare un’ottima prevenzione anche per le malattie non stagionali, per quelle cioè che, partendo da una base costituzionale si possono manifestare in età adulta (il diabete, l’infarto del cuore, l’ipertensione, l’osteoporosi, ecc.). Qui di seguito i benefici che derivano da un’attività fisica svolta regolarmente:
- una migliore funzione respiratoria per aumento della capacità polmonare
- una più efficiente attività cardiaca grazie a una maggiore dinamica della muscolatura toracica
- una maggiore distribuzione del sangue in tutti i distretti del corpo
- un incremento della forza, del trofismo muscolare e del coordinamento motorio
- un miglioramento delle funzioni metaboliche che, combinate a una corretta alimentazione, riducono il rischio di sovrappeso e obesità
- una positiva stimolazione del sistema immunitario attraverso un aumento del numero dei linfociti e degli anticorpi circolanti, nonché attraverso la produzione di neuro-ormoni che concorrono a migliorare le difese contro i diversi agenti patogeni

È importante però che l’attività fisica, per dare effetti positivi, sia moderata, costante, adeguata all’età, allo stato di salute, alle caratteristiche di ognuno: in una parola deve essere l’espressione della fisiologica necessità di movimento del nostro organismo. Al contrario fare agonismo a tutti i costi, con uno sforzo fisico che va al di là delle reali possibilità del ragazzo, non solo non dà benefici, ma può essere causa di gravi danni ai diversi apparati e aumentare il rischio di infezioni respiratorie soprattutto immediatamente dopo lo sforzo.

Contrariamente a quello che molti pensano, praticare attività fisica all’aria aperta, anche nella stagione fredda non significa di per sé ammalarsi di più. Non c’è ragione di impedire ai bambini di giocare, correre e andare in bicicletta in inverno: un abbigliamento adeguato e un’alimentazione bilanciata e varia, sono più che sufficienti per allenarsi e divertirsi in piena sicurezza senza rischio di ammalarsi.

Tutto questo è vero anche per i bambini affetti da patologie croniche (malattie dell’apparato cardio-polmonare, osteo-articolare, neuro-psicologico, enteropatie, diabete...). Ovviamente bisogna scegliere con ragionevolezza e buon senso l’attività fisica più adeguata alle sue capacità, aiutati dal proprio pediatra, che ben conosce lo stato di salute del piccolo paziente.

Ad esempio, un bambino affetto da asma bronchiale percepita dai genitori e dal bambino stesso come una malattia invalidante, non deve essere demoralizzato e privato della possibilità di praticare un’attività motoria che anzi lo aiuta a respirare meglio e lo difende da possibili riacutizzazioni del broncospasmo.

Infine, e non meno importante, praticare uno sport significa evitare la sedentarietà: sappiamo bene come la maggior parte dei nostri bambini, all’uscita dalla scuola, dopo un pasto frettoloso, si appresta a trascorrere ore alla TV o ai videogiochi, magari mangiucchiando dolciumi o merendine. Così facendo rischia di avviarsi verso un inevitabile sovrappeso e/o obesità (anticamera di gravi malattie metaboliche in età adulta) che, chiudendo il circolo vizioso, costringerà il ragazzo a muoversi sempre meno, a rifugiarsi nel cibo come unica gratificazione, perdendo autostima e fiducia in se stesso.

In questi casi l’attività fisica o sportiva diventa una strategia da utilizzare insieme a un’alimentazione sana, bilanciata e varia che ricalca la “piramide alimentare” (ampiamente pubblicizzata anche nelle scuole) dove non mancano i cereali, i latticini e la carne, tante verdure e frutta che apportano tutti i micro e macronutrienti di cui un organismo in crescita ha bisogno.
Il bambino che fa sport a livello amatoriale non ha bisogno di ricorrere a integratori né per sostenere le prestazioni atletiche né tantomeno per proteggersi dai malanni stagionali. Eventuali integrazioni mirate di vitamine e sali minerali devono essere rigorosamente concordate con il pediatra di famiglia.

Ecco i sette consigli per star bene:
  • l’attività fisica per i più piccoli deve essere divertente, che soddisfi la loro naturale esuberanza e vitalità
  • a tutte le età (cominciando dai più piccoli) adottare uno stile di vita attivo (andare a piedi a scuola, salire e scendere le scale, non utilizzare l’auto per spostamenti brevi, fare una passeggiata, giocare, correre e saltare)
  • fare attenzione all’abbigliamento per fare sport (no al cotone che assorbe il sudore, sì ai tessuti isolanti e traspiranti) al fine di ridurre il rischio di malattie da raffreddamento
  • evitare di stare con i piedi bagnati (usare calzature adeguate)
  • fare un buon riscaldamento con stretching
  • cercare di adottare una respirazione corretta (inspirando dal naso ed espirando dalla bocca) per evitare di inalare aria fredda
  • prima di iscrivere il bambino a un’attività sportiva consultare il pediatra di famiglia che valuterà il suo stato fisico al fine di scegliere quella più adeguata alle sue caratteristiche