Contenuto principale

Messaggio di avviso

INFORMATIVA: Per migliorare l'esperienza di navigazione delle pagine, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici. Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la "privacy policy".
Acconsenti all'uso dei cookie?

PAROLA DI ESPERTO

Intervista a Roberto Caputo, responsabile Oftalmologia pediatrica AOU Meyer
Oculista che visita un bambino

Proteggiamo la vista dei bambini, preservando il loro delicato equilibrio, soprattutto quando i bimbi sono molto piccoli. E facciamolo con sensibilità, evitando di seguire quelle false credenze che spesso inducono in errore. Grande attenzione quindi alle abitudini oculari dei nostri cuccioli, no al “fai da te” e se ci sono dubbi ricorrere all’oculista dei più piccoli. Per avere alcuni utili consigli abbiamo posto alcune domande a Roberto Caputo, responsabile della Oftalmologia pediatrica del Meyer. Ecco cosa ci ha risposto.

Parliamo della vista dei bambini: quali sono i segni premonitori che devono indurre i genitori a portare il proprio figlio dall’oculista?
Non è semplice, soprattutto quando i bambini sono molto piccoli, capire se il bambino non vede bene. Non sempre abbiamo dei veri segni premonitori riguardo ai disturbi visivi in ambito pediatrico. Il problema principale è infatti quello dei disturbi visivi a un solo occhio che spesso non creano segnali di allarme, perché il bambino vede bene con l’altro occhio. Per effetto di questa compensazione, il piccolo non fa capire i problemi visivi di cui soffre. Possiamo comunque indicare alcuni indizi a cui i genitori devono porre attenzione: lo strabismo, la presenza di cefalea, di una postura anomala del capo mentre il bambino guarda cose che lo interessano, l’arrossamento oculare e la lacrimazione, la chiusura di un occhio oppure il fatto che strizzi gli occhi per ‘mettere a fuoco’. Anche avvicinarsi troppo alla TV potrebbe essere un segnale, ma spesso lo fanno anche bambini senza problemi visivi, incuriositi dalle immagini in movimento. Per qualsiasi dubbio l’invito è di ricorrere al pediatra o all’oculista.

Sulla vista ci sono molti i luoghi comuni, a iniziare dagli occhiali che secondo molti dovrebbero essere utilizzati a partire dalla prima elementare. Quando è invece tempo degli occhiali?
Non esiste un “tempo” per gli occhiali, dipende dall’entità del difetto refrattivo. Ovviamente nei bambini piccoli vengono corretti solo difetti refrattivi consistenti, mentre con l’inizio della scuola si tendono a correggere anche i difetti più leggeri, che possono provocare difficoltà di lettura o addirittura cefalea.

A volte i nostri piccoli hanno secrezioni agli occhi, giusto o no lavarli con acqua borica o camomilla?
Impiegare questi rimedi in qualche occasione non rappresenta un problema. Anche se per lavaggi frequenti è molto meglio utilizzare la soluzione fisiologica (NaCl) oppure le garzine monodose idonee allo scopo.

Spesso c’è un abuso nell’utilizzo dei colliri, cosa ci consiglia?
I colliri vanno somministrati solo dopo prescrizione del pediatra o dell’oculista. Ogni collirio ha un’indicazione precisa, per cui senza una diagnosi precisa non si può indicare il collirio più adatto.

E che ci dice dell’occhio storto che si raddrizza da solo?
Purtroppo questo è uno dei luoghi comuni più sbagliato e pericoloso. Il vero strabismo raramente si “aggiusta” da solo. Lo strabismo ha sempre bisogno di un trattamento specifico. Inoltre alcuni strabismi possono mascherare malattie molto gravi, come alcuni tumori oculari dell’infanzia. Si tratta di patologie importanti che possono proprio manifestarsi con l’insorgenza di una deviazione oculare.

Ci parli dell’occhio pigro, come riconoscerlo e cosa fare?
Per “occhio pigro” (ambliopia) si intende una riduzione di capacità visiva di un occhio dovuta al suo scarso utilizzo. In genere, ma non sempre, è monolaterale. Si tratta di un disturbo strettamente legato alla mancanza di stimolazione oculare con input visivi adeguati nei primi anni di età. Lo strabismo, la cataratta congenita, oppure una differenza di refrazione fra i due occhi, porta il cervello a utilizzare maggiormente un occhio, che sviluppa una capacità visiva normale, mentre l’altro riduce via via la sua funzionalità.
Soltanto una diagnosi tempestiva e un trattamento riabilitativo, eventualmente con occhiali e bendaggio, possono portare a un recupero ottimale della capacità visiva dell’occhio ambliope. Il pediatra di famiglia è il primo professionista che studia lo sviluppo visivo del bambino e, tramite alcuni test di screening, mette in evidenza l’occhio pigro, o almeno ne sospetta l’esistenza. Il bambino deve quindi essere inviato immediatamente dall’oculista per una diagnosi precisa e un trattamento riabilitativo. La prima visita oculistica viene effettuata intorno ai 3 anni, ma in presenza di qualche sospetto deve essere fatta anche in età molto più precoci.

Dottore quanto male fanno agli occhi dei bambini i tablet e gli smartphone?
Questo è un terreno di studio ancora giovane e i lavori scientifici, per ora, non hanno dimostrato con certezza una vera correlazione tra il loro utilizzo e l’insorgenza di danni visivi o il peggioramento di difetti come la miopia. Sembra però che una riduzione delle attività all’aria aperta possa compartecipare nel peggioramento della miopia. L’invito è quindi quello di privilegiare l’attività motoria.

Nei giorni di maggiore inquinamento e polveri ha un consiglio da dare a protezione degli occhi?
Gli occhiali da sole sono la più corretta protezione degli occhi dei bambini che è sempre utile consigliare. Anche la pulizia con le garze detergenti o la soluzione fisiologica può essere un aiuto valido per i nostri piccoli.

Vogliamo concludere con alcuni piccoli consigli per i genitori che hanno figli con problemi visivi. Come preparare il bambino alla visita oculistica?
Dipende molto dal rapporto che i genitori hanno con il bambino. Certamente va detto che l’unico momento “critico” della visita oculistica pediatrica è quando dobbiamo mettere le gocce per dilatare la pupilla. Alcuni genitori preferiscono avvisare il bambino prima, altri preferiscono non prepararlo. Il consiglio più utile è quello di far passare questo momento che rischia di diventare drammatico, come un gioco in cui bisogno leggere le figurine. Un approccio positivo per stemperare ogni timore.