PAROLA DI ESPERTO

a cura di Erica Bencini, specialista in ginecologia, AOU Meyer

Molte ragazze adolescenti arrivano al nostro ambulatorio per irregolarità del ciclo.

Se si considera come criterio di regolarità mestruale un intervallo tra i cicli tra i 21 e 35 giorni, nei primi due anni, circa il 20% delle ragazze ha cicli irregolari. Si sa che nei primi due anni dal menarca (primo ciclo mestruale) circa il 50% delle ragazze non ovula regolarmente, ma questo non coincide necessariamente con un’irregolarità mestruale.

In genere, l’ovulazione è correlata all’età della ragazza ma anche all’età di comparsa della prima mestruazione: le ragazze che sviluppano prima, spesso raggiungono più rapidamente la stabilità mestruale. Quindi, la mancata regolarità del ciclo mestruale non significa necessariamente una situazione patologica. In particolare, l’asse ipotalamo-ipofisi, che è la struttura cerebrale che governa il sistema ormonale femminile, tende a raggiungere una maturità funzionale dopo un intervallo variabile dalla prima mestruazione e nei primi anni può risentire fortemente dei fattori ambientali esterni (stress, alimentazione, ritmo sonno-veglia, attività fisica), dando luogo a cicli senza ovulazione.

L’ovulazione, infatti, rappresenta il punto di partenza dell’irregolarità: in condizioni fisiologiche, la rottura del follicolo in fase ovulatoria stimola la produzione di ormoni (estrogeni), che nutrono l’endometrio, la parte interna dell’utero deputata al sanguinamento mestruale, fino al sanguinamento. Quindi, la mancata ovulazione si può manifestare in tutte le forme di irregolarità: cicli molto ravvicinati tra di loro, al di sotto dei 21 giorni, che si chiama polimenorrea, cicli molto lontani uno dall’altro, che si chiama oligomenorrea, o cicli assenti per periodi maggiori di 6 mesi, che prende il nome di amenorrea secondaria.

Spesso il quadro di irregolarità mestruale è accompagnato da sintomi “androgenici”, cioè aumento della peluria e acne, causati da un’eccessiva produzione da parte dell’ovaio e di altre strutture di ormoni maschili.

Quindi qual è la giusta condotta in caso di cicli irregolari?
Monitorizzare la frequenza, la durata e le caratteristiche di ogni ciclo.

In caso del perdurare dell’irregolarità per più di due anni o nel caso in cui l’irregolarità crei disagio nella quotidianità, è opportuno rivolgersi al proprio Curante e eventualmente fare un controllo ecografico per escludere la presenza di cause “organiche” e rassicurare le ragazze e i loro genitori sul fatto che la maggior parte delle irregolarità del ciclo sono forme correlate ad un’immaturità fisiologica.