BUONO A SAPERSI

a cura di Roberto Caputo, responsabile Oftalmologia pediatrica AOU Meyer

È uno dei disturbi più comuni, ma, nel caso in cui si presenti, può essere consigliabile rivolgersi a uno specialista.
Stiamo parlando della congiuntivite: Roberto Caputo, responsabile dell’Oftalmologia pediatrica del Meyer spiega questa patologia dell’occhio.
“La congiuntivite – spiega il dottor Caputo - è un’infiammazione del tessuto che riveste l’occhio e che lo protegge dagli ambienti esterni. Può essere di origine infettiva (batterica o virale) oppure di tipo allergico.

Nel primo caso spesso si associa a infezioni delle vie aeree superiori. Nelle forme allergiche invece può essere associata ad altri fenomeni allergici come, per esempio, la rinite”.

Quali sono i sintomi?
I bambini affetti da congiuntivite si lamentano di prurito, bruciore e lacrimazione. Gli occhi sono arrossati e possono avere secrezione mucosa o purulenta in base alla causa che l’ha determinata.
“La maggior parte delle congiuntiviti – continua l’esperto - guarisce da sola, magari aiutata da una pulizia delle palpebre. Nei casi infettivi più complicati si ricorre all’uso di colliri antibiotici. Le forme allergiche invece vengono trattate con antistaminici e solo nelle forme gravi si ricorre all’uso di colliri corticosteroidei ma soltanto sotto controllo dello specialista oculista”.
Ci sono delle misure da adottare per prevenire: nei periodi di epidemia di forme infettive è bene fare attenzione ai contatti diretti con pazienti affetti oppure con effetti personali. In casa per esempio è bene che il bambino con la congiuntivite usi un asciugamano soltanto per sè in quanto potrebbe essere mezzo di trasmissione.

Diverso è il caso della congiuntivite allergica.
In campo pediatrico la più importante e la più comune è la rinocongiuntivite allergica che di solito è legata all’allergia a pollini, peli di animali o acari della polvere.
“Esiste però una forma più grave – conclude il dottor Caputo - che si chiama cheratocongiuntivite primaverile o Vernal. Questa forma, che peggiora nel periodo estivo con l’esposizione ai raggi ultravioletti, è molto più grave come sintomatologia e può colpire anche la cornea potendo provocare anche alterazioni della funzionalità visiva. Il sintomo tipico è la fotofobia e all’esame oculistico sono presenti segni clinici particolari come le papille giganti e i noduli limbari la cui presenza permette di confermare la diagnosi. In questi casi la terapia necessita dell’uso di colliri contenenti cortisone o ciclosporina”.