PER I NOSTRI FIGLI

a cura di Angela Pittari, pediatra di famiglia

A chi non è mai capitato di incontrare e parlare con un bambino affetto da ipertrofia adenoidea? La voce è tipicamente nasale e il suo viso è inconfondibile: bocca semiaperta, labbro superiore sollevato, naso affilato ed espressione “addormentata”. I genitori lamentano uno scarsissimo e svogliato appetito, un russamento continuo durante la notte, un sonno disturbato con conseguente sonnolenza diurna, stanchezza e scarso rendimento scolastico. Ma cos’è che provoca tutto questo?
Per comprendere meglio è necessario dare una breve occhiata all’anatomia del rinofaringe, cioè quella porzione delle vie aeree che si trova dietro il naso. Qui si trovano le adenoidi, una masserella di tessuto linfatico che, insieme alle più note tonsille, concorrono a creare una prima barriera difensiva nei confronti di agenti patogeni provenienti dall’esterno mediante la produzione di anticorpi specifici.

A volte accade che un semplice raffreddore trascurato (con scarsa igiene nasale e inevitabile ristagno di secrezioni mucose) si può complicare con una infezione acuta delle adenoidi che, in risposta a questa aggressione, aumentano di volume determinando una vera occlusione delle alte vie aeree e, di conseguenza, la tipica sintomatologia con naso chiuso, respirazione prevalentemente orale, tono di voce iponasale, secrezione sierosa o mucosa dal naso, febbre e ingrossamento dei linfonodi del collo.
Spesso l’infiammazione coinvolge anche l’orecchio (otite) o i seni paranasali (sinusite) con tutto il corredo di sintomi legati all’interessamento di queste sedi (otalgia, agitazione, cefalea, nausea, rinorrea muco-purulenta, alitosi, difficoltà alla deglutizione). Per fortuna le forme acute di adenoiditi, se curate prontamente (con grande e costante attenzione all’igiene del naso), regrediscono con ripristino della normale respirazione nasale.

Quando le infezioni di questo distretto si ripetono frequentemente, come accade nei bambini in età pre-scolare e scolare, le adenoidi si gonfiano progressivamente, diventano molto voluminose tanto da riempire completamente il rinofaringe (ipertrofia adenoidea) causando un blocco meccanico del naso e dei tubicini che assicurano l’areazione dell’orecchio. Sono questi i casi di infiammazione cronica delle adenoidi che difficilmente tendono a regredire, per il circolo vizioso che si viene a creare, ma anzi, si complicano sempre di più coinvolgendo altri distretti.
È infatti abbastanza frequente l’interessamento delle tonsille che si presentano arrossate e gonfie (ipertrofiche) fino a occludere tutto lo spazio ai lati dell’ugola dando luogo a quella tipica alterazione della voce che gli americani definiscono potato voice. È comprensibile come questi bambini abbiano una seria difficoltà a dormire, russano tutta la notte, e, nei casi più gravi finiscono per avere episodi di apnee ostruttive che provocano una scarsa ossigenazione cerebrale alla base di un certo torpore intellettivo, di risvegli improvvisi in preda a vissuti paurosi (pavor nocturnus) e infine enuresi.

Tutto questo è da ricondurre a un solo meccanismo: la cronica respirazione orale non permette all’aria di essere riscaldata, umidificata e filtrata dal naso (come succede in condizioni normali) e quindi favorisce infiammazione e infezione da parte di virus, batteri, allergeni e polveri. E come se non bastasse, il costante atteggiamento a bocca aperta per respirare è responsabile di profonde modifiche dello scheletro facciale, soprattutto del mascellare che crescendo si adatta alla esigenza di convogliare l’aria attraverso gli spazi angusti determinati dall’ipertrofia di adenoidi e tonsille.
E così, con il passare del tempo, si costruisce la cosiddetta “facies adenoidea” il cui identikit è: occhiaie profonde, con angoli esterni degli occhi all’ingiù; zigomi poco sviluppati che definiscono un viso lungo con profilo piatto; labbra voluminose e spesso screpolate; alterazione dello scheletro dentale con i denti incisivi superiori spinti verso l’esterno; restringimento delle narici che appaiono lunghe e strette e deglutizione atipica, con palato stretto e poco sviluppato.

La diagnosi di ipertrofia adenoidea è clinica per la ricca e chiara sintomatologia, ma richiede una conferma dallo specialista otorinolaringoiatra, per stabilire il grado di ostruzione determinato dalle adenoidi ipertrofiche e quindi la terapia più appropriata. Nel caso che l’ostruzione nasale sia di grado elevato e siano stati rilevati numerosi e duraturi episodi di apnee notturne, l’unico rimedio è rappresentato dall’adenoidectomia (asportazione delle adenoidi) a volte associata all’asportazione o riduzione delle tonsille.
L’intervento è bene farlo quando le adenoidi hanno cessato la loro funzione difensiva (generalmente dopo i 4-6 anni di vita), si esegue in anestesia generale e di norma la degenza è breve, nella maggior parte dei casi il piccolo può tornare a casa lo stesso giorno (day surgery).

Le cure post-operatorie sono, in genere, molto semplici e prevedono un anti-infiammatorio e un antidolorifico per qualche giorno, riposo da attività fisiche, una dieta equilibrata con cibi semi-solidi come gelato, frullati, purè e yogurt.
Il rientro a scuola deve essere procrastinato di una settimana per ridurre la possibilità di contrarre una nuova infezione che esporrebbe il bambino a serie complicanze, così come si raccomanda di evitare ambienti chiusi e affollati dove c’è fumo o altre sostanze ambientali irritanti.