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Anche il Meyer coinvolto nella ricerca
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Firenze – Anche l’ospedale pediatrico Meyer è coinvolto in Fairvasc, un progetto finanziato nell’ambito del bando transnazionale 2019 EJP-RD, European joint programme on rare diseases, con un investimento di 2,3 milioni di euro, grazie all’adesione della Regione Toscana al programma Eranet Cofund in qualità di ente cofinanziatore, con l'obiettivo di studiare le vasculiti attraverso l’approccio riservato ai big data. La ricerca che riguarda questa condizione rara e debilitante richiede infatti una quantità imponente di dati tale da permettere di trarre conclusioni adeguate sui trattamenti e sulle cure disponibili. I pazienti affetti da queste patologie sono relativamente pochi in ciascun paese europeo, quindi è essenziale unire i database presenti all’interno di registri nazionali già implementati negli anni per creare un archivio di dati di dimensioni sufficienti a condurre una ricerca rilevante. Questo scopo verrà raggiunto nel progetto con l’impiego di tecnologie web-semantic.

A promuovere il progetto di ricerca, l’European vasculitis society e il Rita (European reference network) che riunisce al suo interno clinici, scienziati e organizzazioni di pazienti. L’archivio frutto di questo progetto rappresenterà una nuova risorsa in ambito europeo che potrà essere analizzata per ricavare caratteristiche (cliniche, fisiche, ecc.) che permetteranno di poter predire la progressione della malattia in una certa tipologia di paziente, offrendo una valutazione dei rischi che questa potrebbe comportare. Questi indicatori potranno essere successivamente introdotti in modelli predittivi, costituendo un valido aiuto ai medici nella scelta delle migliori opzioni terapeutiche per ogni singolo paziente.

Al Meyer, Fairvasc è coordinato da Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia presso l’Università di Firenze e medico nefrologo del Meyer. Altro coordinatore del progetto, il professor Mark Little, medico nefrologo presso l’ospedale universitario Tallaght e principal investigator presso Adapt, un centro di ricerca sulle tecnologie digitali presso il Trinity college di Dublino.

“Fairvasc – spiega il professor Vaglio - punta a unire i registri sulle vasculiti e questo faciliterà l’esecuzione di studi epidemiologici su larga scala. Grazie a questo sforzo congiunto, i pazienti beneficeranno della conoscenza acquisita su queste malattie rare e sui loro esiti a lungo termine”.

A essere unite per lavorare a questa ricerca sono alcune delle istituzioni più rappresentative a livello europeo. “Mettere a punto il progetto Fairvasc – aggiunge il professor Little - è stata una sfida emozionante, resa affatto facile dalla diffusione della pandemia da Sars-Cov-2. Abbiamo costruito un team multidisciplinare e trasversale che ha coinvolto tutti paesi partecipanti e ha permesso di mappare il contenuto di ciascun archivio dei vari registri in uno schema unico. L’obiettivo è utilizzare una interfaccia che permetta di porre delle domande (“queries”) a un database generale che raccolga in sé i dati di più di 11.000 pazienti affetti da vasculite”.

Per ricevere maggiori informazioni sul progetto, visitare il sito https://fairvasc.eu/; per rivolgere domande direttamente al professor Vaglio e al professor Little: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..