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Logo accreditamento internazionale dalla Joint Commission International (JCI) come Academic Medical Center Hospital

Grazie a un percorso durato tre anni, dopo un intenso procedimento di verifica, il Meyer ha ottenuto l’accreditamento internazionale dalla Joint Commission International (JCI) come Academic Medical Center Hospital. Un riconoscimento prestigioso che certifica lo standard di eccellenza raggiunto dall’ospedale pediatrico fiorentino e che lo proietta nel panorama delle realtà pediatriche più avanzate a livello nazionale e internazionale per il livello delle cure e della sicurezza garantiti ai piccoli pazienti. Ad oggi, infatti, l’accreditamento JCI rappresenta lo strumento più efficace ed esauriente al mondo per migliorare la sicurezza e la qualità in sanità.

Che cosa è la Joint Commission international. Joint Commission international è una organizzazione non governativa dedita da oltre 75 anni al miglioramento della qualità e della sicurezza nei servizi sanitari, rappresentando l’ente di accreditamento in sanità più grande e con maggiore esperienza al mondo (https://www.jointcommissioninternational.org). Per ottenere l’ambito riconoscimento erogato dall’organizzazione, è necessario accedere a un processo di accreditamento volontario che ad oggi, nel mondo, conta poco più di 1000 organizzazioni e programmi sanitari. Nel nostro paese sono soltanto venti le realtà che hanno raggiunto questo obiettivo: tra queste, l’ospedale pediatrico Bambin Gesù, l’Humanitas, lo IEO e il Campus Biomedico.

Come funziona l’accreditamento. Joint Commission si avvale di una metodologia oggettiva per la valutazione della sicurezza e qualità dei servizi sanitari basata su oltre 350 standard di qualità e oltre mille elementi misurabili. L’obiettivo è quello di stimolare il miglioramento continuo di una organizzazione e consolidarne i risultati, creando una rete tra aziende, professionisti e manager della salute allo scopo di condividere le buone pratiche fondate sulle evidenze scientifiche. Attraverso il processo di accreditamento volontario l’organizzazione sanitaria nelle sue componenti clinico-assistenziali e manageriali, sceglie di sottoporsi alla valutazione di una commissione internazionale di esperti che valuta il grado di compliance agli standard condivisi dalla comunità scientifica e periodicamente revisionati in relazione alla evoluzione e al cambiamento dei sistemi sanitari per rispondere ai bisogni di salute della popolazione di riferimento.

È la manifestazione dell’impegno concreto di un’organizzazione sanitaria a migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza erogata, a garantire un ambiente sanitario sicuro e ad adoperarsi in modo costante per ridurre i rischi a carico dei pazienti e del personale.

Lo strumento di riferimento che guida il processo di accreditamento e che esplicita puntuali attese su tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria e del management aziendale è dato dal Joint Commission International Accreditation Standards for Hospitals comprendente tutti gli standard rigorosamente valutati da surveyor indipendenti provenienti da più parti del mondo con esperienza sanitaria o gestionale.

Gli standard, raccolti in ben 19 capitoli, comprendono gli obiettivi internazionali di sicurezza del paziente quali ad esempio la corretta identificazione, la chirurgia sicura, la gestione dei farmaci ad alto rischio, l’igiene delle mani, a cui si aggiungono standard relativi alla prevenzione e controllo delle infezioni, alla gestione e sicurezza delle infrastrutture, alla formazione del personale, ai diritti del paziente e della famiglia, abbracciando così tutto il percorso di diagnosi, cura e follow-up di pazienti ricoverati e ambulatoriali. A questi si aggiungono i gruppi di standard che orientano le componenti gestionali, dal Direttore Generale alla leadership clinica, alla gestione delle risorse e alla pianificazione e realizzazione di azioni finalizzate alla sicurezza e qualità del servizio erogato in un quadro normativo ed etico definito e consapevole.

Questo importante riconoscimento arriva al Meyer che ha scelto la revisione critica di tutti i propri processi per migliorarsi, per confrontarsi con altre organizzazioni e con le evidenze scientifiche e sistematizzare, standardizzare e documentare processi e comportamenti orientandoli alla qualità e sicurezza e al monitoraggio continuo.

Il cammino del Meyer verso questa meta è stato molto complesso, è costato oltre tre anni di intenso lavoro, richiedendo la partecipazione corale di tutte le componenti dell’ospedale (manageriale, professionale, tecnica e amministrativa).

Il Meyer, in quanto Azienda Ospedaliero Universitaria ha scelto anche di sottoporre a valutazione tutti i processi legati alla formazione universitaria e ai programmi di ricerca, ricevendo piena compliance anche come Academic Medical Center. Questo per il Meyer non è un punto di arrivo, bensì il punto di partenza del cammino che intende percorrere anche in tali ambiti per garantire qualità e sicurezza dell’innovazione clinica, assistenziale e nuovi professionisti sempre più consapevoli e competenti.

“Il Meyer si conferma ancora una volta una delle nostre migliori eccellenze in ambito sanitario pediatrico, anche a livello internazionale - commenta l’assessore alla sanità, Simone Bezzini -. Come Regione Toscana siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento, frutto dell’impegno, della passione e delle competenze altamente qualificate di tutti i professionisti che vi lavorano, sempre desiderosi di mettersi in gioco e di migliorarsi, avendo a cuore lo stato di salute dei piccoli pazienti, affidati alle loro cure. Qualità e sicurezza sono i cardini attorno ai quali ruota la nostra migliore sanità e il Meyer è, a tutti gli effetti, uno degli esempi più virtuosi, di cui andare fieri, spingendoci ad andare sempre avanti e a non porre limiti alla nostra capacità di crescere e perfezionarci per il bene della sanità pubblica”.

“Ci siamo sottoposti ad una intensa settimana di verifica (14-18 dicembre 2020) da parte di una commissione internazionale indipendente dell’ente più importante al mondo di accreditamento in sanità, dopo un lavoro di revisione della nostra organizzazione partito nel 2017 e che non si è mai fermato nonostante la pandemia – dichiara il Direttore Generale del pediatrico fiorentino Alberto Zanobini. Voglio esprimere una grande gratitudine verso tutti i professionisti del Meyer che hanno lavorato duramente ciascuno nel suo ruolo per ottenere questo importantissimo risultato che riconosce il Meyer come organizzazione più sicura per i piccoli pazienti e per gli operatori. La soddisfazione che ho potuto leggere negli occhi e nelle parole di tutti i professionisti del Meyer è stata per me la più importante conferma della scelta di questo percorso fatta 3 anni fa, una scelta che da un lato conferma e dall’altro stimola ad andare oltre ciò di cui oggi l’ospedale è capace”.

“Siamo orgogliosi – dichiara il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei – di aver contribuito con i nostri professori e ricercatori, in afferenza assistenziale presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, al conseguimento di questo importantissimo risultato. L’integrazione raggiunta al Meyer fra la realtà universitaria e quella ospedaliera è davvero un fiore all’occhiello della sanità toscana e nazionale e, in questo momento di alta criticità sanitaria, testimonia quanto sia indispensabile coniugare virtuosamente formazione, ricerca e assistenza ai malati”.